Sono appena tornato da Stromboli. Vedere le case riempite di fango è un’esperienza terribile. Non solo per la perdita degli oggetti, ma anche per il pericolo corso dalle persone». Il capo del Dipartimento di Protezione civile ci tiene a lanciare un messaggio: «Di prevenzione non si può parlare solo dopo una disgrazia. Gli eventi estremi come Stromboli stanno diventando frequenti. Avremo sempre più spesso temporali pericolosi e dovremo stare sempre più attenti. Scegliere il comportamento corretto può fare la differenza tra la vita e la morte. Ci sono una settantina di nostri volontari al lavoro, insieme al direttore operativo. Esiste un rischio residuo e se dovesse di nuovo piovere in modo intenso bisognerebbe intervenire. Non abbandoneremo l’isola a sé stessa. È una bellezza nazionale, ma molto delicata.

Le stagioni siccitose spesso sono accompagnate da incendi. E gli incendi possono peggiorare i rischi idrogeologici. Spesso i problemi sono collegati e ci colpiscono da tutte le parti. Quel che servirebbe è una risposta olistic, Quasi tutti i politici hanno il tema dell’ambiente in agenda, ma quasi nessuno poi lo approfondisce. In ogni caso, chiunque sia chiamato a governare dovrà farci i conti, anche a livello internazionale. Ormai è davanti agli occhi di tutti. Le alluvioni a metà agosto o a inizio autunno ci sono sempre state. Ma non così frequenti. Dall’inizio del mese abbiamo dovuto affrontare una situazione importante al giorno. C’è stata un’alluvione in Trentino il 5 agosto, a Monteforte Irpino il 9, a Stromboli il 12 e due sere fa il forte temporale a sud di Firenze. L’ultimo rapporto Ispra ci ricorda che il 94% dei Comuni italiani è a rischio per frane, alluvioni o erosione costiera. A Stromboli la stessa quantità d’acqua sarebbe potuta cadere 10 chilometri più in là e non sarebbe successo nulla. Purtroppo però non sempre abbiamo la precisione per prevedere in modo esatto dove un nubifragio colpirà, né con quali conseguenze. Per le allerte abbiamo bisogno anche dei Comuni, che conoscono le fragilità del territorio.

 

In Europa potremmo toccare il record del 2017 di 980mila ettari bruciati. Ora siamo a 660. In Italia la Protezione civile gestisce la flotta aerea: Canadair ed elicotteri. Per numero di interventi siamo di poco sotto rispetto a 5 anni fa. Ma oggi, a differenza di allora, siamo chiamati a spegnere incendi anche sulle Alpi. In Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino Alto Adige quest’ anno abbiamo effettuato 37 interventi. L’anno scorso eravamo a zero.

Fabrizio Curcio – responsabile nazionale della Protezione Civile