Il luogo di nascita è stato l’elemento scatenante della creatività di Maurizio D’Andrea. Nasce a San Giorgio a Cremano, il 2 gennaio 1967, alle pendici del Vesuvio,  con lo sguardo verso il mare.  Il mare, una via di fuga, come altre  che ritroveremo nelle sue opere.

A 16 anni si trasferisce a Napoli, ed è lì che comincia il suo processo artistico fatto di: Napoli, mare, vulcano, tradizione contadina non agiata,  come quella della sua famiglia.  Dalla rappresentazione sulla tela, questi temi, vengono via via sublimati ed interiorizzati. Quello del Liceo Scientifico è il periodo delle prime crisi interiori e Maurizio indaga il suo inconscio cercando di riconoscere la speranza e la chiusura, il conscio e l’inconscio, l’immobilismo e la via di fuga. Si laurea in Scienze Geologiche con indirizzo Vulcanologico e con una tesi su  “Le eruzioni esplosive”. Si trasferisce poi ad Alba, provincia di Cuneo, per l’insegnamento. Tuttora insegna, ad Alba, matematica ed informatica nella Scuola Secondaria di Primo Grado. Intanto coltiva vari hobby come la chitarra, l’ukulele, scrive poesie, si tiene informato sulle scoperte ed nnovazioni scientifiche, e sulla psicologia e psiche applicata all’arte. Nel 2014 il D’Auria si propone come artista. Prima come artista digitale, poi con la pittura ad acrilico e in seguito  con la scultura. La sua arte è sicuramente ricerca e sperimentazione di nuove modalità di espressione ed utilizzo di strumenti convenzionali ed inusuali: pennello, pettine, spatole, pezze, spugne, spruzzino con acqua, pellicola, legnetti, materiali di recupero. Maurizio si  riconosce nell’arte contemporanea e in particolare nel romanticismo soggettivo, per esprimere che i sensi e le emozioni sono mezzi, al pari della razionalità, altrettanto importanti per comprendere  il mondo. Nelle sue opere troviamo l’ Astrattismo lirico-informale, grazie al quale un segno, una figura geometrica, un colore sono scelti come oggetti di percezione, attenzione e indagine. Ama il romanticismo di William Turner, pittore ed incisore inglese, che pose le basi alla nascita dell’Impressionismo e anticipò l’Astrattismo. Risente  anche dell’influenza di Mark Rothko e Ivan Konstantinovic Ajvazovskij, il primo per l’uso del colore come espressione delle emozioni umane; il secondo per l’ accuratezza dei dettagli. Nelle sue opere affronta alcune  tematiche sociali come : Le vicissitudini dei Migranti – L’Emancipazione femminile – Il potere degli abbracci – I pericoli dell’intelligenza artificiale – l’alienazione androide – I pericoli dell’inquinamento – La distruzione della natura – Il futuro del pianeta – I viaggi nello spazio – Il concetto di silenzio in natura.  L’artista, rappresenta queste tematiche sulla tela con proteste violente, più o meno  velate, con un orizzonte impossibile, ma speranzoso. I messaggi presenti nelle sue opere d’arte recano in se informazioni mai banali, intense e ancorate alla stretta attualità. I paesaggi dell’inconscio rappresentano la sua pittura più emotiva, libera dalle   raffigurazioni, ma aperta alle emozioni. L’artista ha sviluppato l’ascolto di se stesso, e continua a farlo, e ricerca, grazie ai suoi strumenti, la scienza e la creatività, un equilibrio tra inconscio e razionalità. Le sue ribellioni  mettono lo spettatore in condizione  di indagare nel proprio inconscio senza nessun compromesso. Molto presto la sua arte riceve consensi inaspettati, le sue opere vengono inserite in prestigiose riviste d’arte e in mostre collettive e personali nelle maggiori città italiane.

Fino al 15 giugno 2021 i suoi lavori saranno esposti al  Galata Museo del Mare a Genova in “Summer Solstice: Untold Stories

Dal 25 giugno al 3 ottobre 2021 esporrà a Cortina D’Ampezzo presso il Museo Mario Rimoldi “Casa delle Regole” per la Mostra “Paesaggi d’Italia”, curata da Vittorio Sgarbi.

Arriva anche la consacrazione del D’Andrea come artista internazionale

Dall’ 1 al 22 giugno 2021 è presente a New York in una delle gallerie più prestigiose di Manhattan: l’ Agora Gallery.

Nel 1975 il re della Pop Art, Andy Warhol, venne a Napoli per conquistare il Vecchio Continente, lasciando queste parole a noi tutti “Napoli mi ricorda New York per l’energia che ribolle dovunque, in ogni angolo della città”. Nel 2021, dopo 46 anni, l’ Arte del poliedrico D’Andrea potrà essere ammirata dal pubblico statunitense, da galleristi e collezionisti, mostrando come l’alito vitale partenopeo è pronto a conquistare il Nuovo Continente.

E’ prevista l’ esposizione dei suoi quadri anche a Tokyo, Berlino, Montecarlo, Amsterdam.

Oggi, Maurizio D’Andrea è quindi un artista internazionale ed è interprete di una pittura raffinata, colta. Gesti, scatti nervosi, impulsi, oscillazioni del corpo rendono la sua pittura molto espressiva e forte. Ogni opera è un urlo della psiche, del suo inconscio inquieto. I colori sono molto forti, vivaci, accesi a dimostrazione della sua grande forza interiore.  Sono visioni oniriche che spingono lo spettatore ad evadere da un mondo che è sempre più difficile da vivere con i valori tradizionali.
Crea tante coscienze che guardano il mondo interiore, lo interrogano, lo smascherano, lo immortalano sulla tela per sempre. Nei suoi lavori crea sentimenti di intimità, di ribellione emotiva e di speranza. Cerchi simbolici prendono forma in tante sue opere e rappresentano per l’artista il suo occhio che guarda, che segue lo spettatore e gli indica una via di fuga per affrancarsi dalle sofferenze. Paesaggi interiori romantici vengono inseriti con forza nel mondo naturale che rappresenta il suo  palcoscenico visivo. Il tutto in un movimento continuo che scuote le anime e converge sull’intimità più profonda.

Artista umile e ricco di sana ambizione, afferma: “Vedere tante persone fermarsi davanti ad una mia opera ed entrare in contatto con essa è un ‘esperienza meravigliosa, perché quella gente sta parlando con il mio inconscio”. E ancora “Vorrei regalare il mio profondo inconscio a tutto il mondo per dare energia a tutti”.

A settembre  l’artista verrà a Napoli dove sono ancorate saldamente le radici della sua Arte perché “Più si è napoletani, più si è universali” parola dello scrittore ed intellettuale meridionalista francese, cittadino onorario napoletano, Jean Noel Schifano.

Laura Bufano