Sette romanzi, quattro storie d’amore, quindici traslochi e novantasette attacchi di panico. Così si presenta al suo pubblico Roberto Emanuelli, autore romano ospite ieri sera alla Libreria Mondadori di Nocera Inferiore, per parlare non solo dell’ultimo romanzo uscito per Sperling&Kupfer (“Quando tutto sembra immobile”), ma anche per raccontare il suo approccio alla scrittura. Il talk è stato moderato da Elsa Garofalo, giornalista e speaker di Radio Bussola 24.

La prossima data campana del tour dell’autore è quella del 21 novembre a Salerno; il tour è iniziato a Napoli lo scorso 11 ottobre, e nasce non soltanto per incontrare lettori e lettrici, ma anche per ringraziare le librerie che resistono alla crisi – o, come Emanuelli romanticamente li definisce, i “librai”. «Fa parte del mio percorso evolutivo tornare ad un contatto umano – e questo tour che viene dopo le maggiori ondate di Covid è il più umano e il più capillare di tutti,» dichiara l’autore, anche a proposito del fatto che ha insistito a voler incontrare i lettori e a far preordinare il nuovo libro nelle librerie più vicine, anziché consigliare loro di acquistare il libro tramite internet. I social diventano quindi un mezzo di comunicazione pura per Emanuelli, che attraverso le sue piattaforme lancia messaggi per dare appuntamento a chi lo segue ed annunciare novità.

Questi due anni hanno avuto un grande peso sia sulla salute fisica che sulla salute mentale della collettività, ed è proprio della salute mentale che Emanuelli parla attraverso la voce di Daniele, pasticciere 38enne, che con le sue tante passioni e manie cerca di far fronte a quello che l’autore definisce un “immobilismo emotivo” – un sintomo di una depressione che ha portato a chiudere una storia d’amore importante e a tuffarsi in mille attività per non sentire il peso delle assenze e dei rimpianti. «Questo tour è anche un po’ dichiarare anche a me stesso che non sono immobile – quando sei in questo immobilismo emotivo sei in una gabbia trasparente che ti sei costruito da solo, gli altri non la vedono, e quando inizi a vederla tu stesso è già tardi,» afferma Emanuelli.

Quando tutto sembra immobile” è una storia che parla del rischio della felicità, e di come uscire dall’idea che sia un qualcosa che bisogna meritarsi e non uno stato naturale dell’essere. Questa felicità non arriva soltanto attraverso gli avvenimenti, ma anche attraverso i tanti dettagli sensoriali che Emanuelli include nella sua prosa – trattandosi del punto di vista di un pasticciere, il senso dell’olfatto è particolarmente coinvolto nella narrazione, frutto di un’abitudine che l’autore ha sin da prima di diventare propriamente scrittore.

Anche la musica, tra riferimenti e playlist create per la stesura del romanzo, la fa da padrone, e a tal proposito l’autore ha voluto condividere con il pubblico un aneddoto della sua giovinezza: «Mio fratello si era fissato con una canzone degli Stadio, “Chiedi chi erano i Beatles”; dopo un po’ che cantava il ritornello tutto il giorno ci è arrivata una lettera anonima nella cassetta della posta con dentro scritto “Se te dimo chi erano i Beatles la smetti de rompe li cojoni” (sic).»

Roma è un’altra grande protagonista nella scrittura di Emanuelli, con i suoi vicoli meno conosciuti e gli scorci che tutti amano. La storia personale dell’autore entra nel racconto solo attraverso piccoli tocchi – in particolar modo in questo nuovo esperimento di scrittura, che lascia da parte quel romanticismo quasi “urlato” a cui ha alluso lo stesso autore durante il talk per far posto ad un’aura più intima e riflessiva.

Una storia così immaginifica potrebbe facilmente diventare materiale da maratona di serie o da serata film – e secondo indiscrezioni fatte trapelare dallo stesso autore ci sarebbe in atto una contrattazione per i diritti cinematografici di una delle sue storie. Quale sia, non è ancora dato saperlo.