Nel 2020 in Italia sono calati sia i titoli pubblicati (-2,6% rispetto all’anno precedente) sia le tirature (-7,2%), con il prezzo medio di copertina stabile e la distribuzione mediante i canali online in aumento. Ma il 41,4% degli italiani di 6 anni e più ha letto almeno un libro, dato in lieve aumento rispetto al 2019 (+3%): il 73,6% dei lettori legge solo libri cartacei, il 9,4% solo ebook o libri online mentre lo 0,3% ascolta solo audiolibri. Il 16,6% utilizza più di un supporto per la lettura (libro cartaceo, digitale, audiolibro). Sono alcuni dei dati contenuti nell’ultimo report Istat su “produzione e lettura di libri”.

Nel 2020, poco meno della metà dei lettori (44,6%) dichiara di aver letto al più tre libri nei dodici mesi precedenti l’intervista, dato stabile rispetto al 2019; si tratta dei così detti “lettori deboli” tra i quali si ritrovano poco meno della metà dei lettori maschi (48,5%) e delle persone tra 11 e 14 anni (47,2%). Il 15,2% si annovera tra i “lettori forti” (con almeno 12 libri letti nell’ultimo anno), valore stabile rispetto al 2019.
La lettura è fortemente influenzata dall’ambiente familiare: i bambini e i ragazzi sono certamente favoriti se i genitori hanno questa abitudine. Tra chi ha entrambi i genitori lettori è pari al 78,1% la quota di ragazzi di 6-18 anni che legge; si attesta al 64,5% se è solo la madre ad avere l’abitudine alla lettura e al 63,8% se è solo il padre. La percentuale di lettori di 6-18 anni scende, invece, al 36,3% se entrambi i genitori non sono lettori di libri.

Le opere librarie pubblicate nel 2020 – anno segnato dalla pandemia e dal lockdown – sono state 82.719: la diminuzione ha riguardato soprattutto la pubblicazione di edizioni successive (-6,8% sul 2019), mentre c’è un calo più lieve delle nuove edizioni (-2,2%) e delle ristampe (-2,1%). La flessione è maggiore in termini di quantità di copie stampate: il calo della tiratura complessiva rispetto al 2019, pari al 7,2%, ha coinvolto soprattutto le nuove edizioni (-9,3%) e le edizioni successive
(-13,4%), mentre ha inciso lievemente sulle ristampe (-2,0%); viceversa, il genere più colpito in termini di tiratura, rispetto al 2019, è quello scolastico (-28,2%).
Le opere di genere per ragazzi – comprendenti quelle per bambini – segnano un forte incremento (+16,5%), in controtendenza anche la micro editoria che manifesta un aumento sia delle opere pubblicate (+12,9%) sia della tiratura complessiva (+8,8%). Le opere librarie del genere “varia” dominano l’offerta (79,1%), le opere scolastiche sono l’11,5%, quelle per ragazzi costituiscono il 9,4% dei titoli pubblicati.
Quanto ai contenuti editoriali prevalgono i testi letterari moderni (25,7%), un’ampia categoria che include romanzi, racconti, libri gialli e di avventura, libri di poesia e testi teatrali: gli oltre 18 mila romanzi e racconti pubblicati rappresentano da soli il 22,5% dei titoli e il 26,0% delle copie stampate. A fronte di una produzione e di una tiratura quantitativamente limitate, i piccoli editori tendono a orientarsi verso target di lettori molto specifici, grazie a una maggiore specializzazione tematica. Complessivamente l’incidenza degli editori specializzati con una produzione tendenzialmente monotematica è pari al 41,4% del totale, ma è quasi la metà per i micro-editori (46,1%), circa un terzo per i piccoli (36,7%) e medi (31,7%) e quasi un quinto per i grandi (18,8%).

L’offerta editoriale sta integrando sempre di più la produzione cartacea con quella digitale: nel 2020 quasi la metà (47,9%) delle opere pubblicate a stampa è stata resa disponibile anche in versione e-book; di queste una su cinque presentava contenuti e/o funzionalità aggiuntive (20,8%). In particolare, nel primo anno di emergenza Covid, la pubblicazione di opere soltanto in digitale ha rappresentato un’alternativa strategica valorizzata dagli editori: l’8,9% ha spiegato di aver pubblicato libri esclusivamente in formato e-book, cioè senza una corrispettiva versione cartacea (+3,7% rispetto all’anno precedente), per un totale di 2.113 opere.

Gli editori tendono a integrare la propria offerta digitale con un’ampia gamma di prodotti e servizi che sfruttano diverse forme di fruizione dei contenuti editoriali e valorizzano l’interattività a fini pedagogico-educativi, ma il fatturato derivante dalla vendita di contenuti digitali (e-book, audiolibri, podcast, banche dati e servizi web) non supera il 10% del totale per il 90,3% degli editori e risulta ancora contenuto indipendentemente dalla dimensione d’impresa; soltanto per il 18,8% dei grandi editori arriva a rappresentare tra l’11 e il 50% del fatturato totale.
Le misure di contrasto alla pandemia hanno contribuito a dirottare la vendita di libri sia verso gli store online (63,5%) sia verso le librerie indipendenti (59,5%). Laddove è stato possibile, sono stati valorizzati i canali di vendita diretta attraverso l’acquisto per corrispondenza, la vendita tramite il proprio sito internet o presentazioni (47,8%). Tra i canali di distribuzione ritenuti più importanti per il futuro del settore figurano sempre le librerie indipendenti (62,7%), gli store online (62,0%) e la vendita diretta (50,9%).

La quota più alta di lettori continua a essere quella dei giovani: ha letto almeno un libro per motivi non strettamente scolastici o professionali il 58,6% dei ragazzi tra gli 11 e i 14 anni (ma in questa fascia di età i lettori sono diminuiti negli ultimi 10 anni di 6,8 punti percentuali).
Tra uomini e donne continua a persistere un divario rilevante. Nel 2020 la percentuale delle lettrici è del 46,4%, in aumento di due punti percentuali rispetto al 2019, e quella dei lettori è al 36,1%. In assoluto, il pubblico più affezionato alla lettura è rappresentato dalle ragazze tra gli 11 e i 24 anni (oltre il 60% ha letto almeno un libro nell’anno). La quota di lettrici scende sotto la media nazionale dopo i 60 anni, mentre per i maschi è sempre inferiore al 50% tranne che per i ragazzi tra 11 e 14 anni.

Il livello di istruzione si conferma elemento determinante: legge libri il 72,8% dei laureati, il 49,1% dei diplomati e solo il 26,8% di chi possiede al più la licenza elementare. L’abitudine alla lettura continua ad essere più diffusa nelle regioni del Nord: ha letto almeno un libro il 48,2% dei residenti nel Nord-ovest, il 48,5% di quelli del Nord-est, il 44,3% delle regioni del Centro e il 29,2% dei residenti al Sud. Nelle isole si conferma una realtà molto differenziata tra Sicilia (29,5%) e Sardegna (40,7%).