Un libro per ragazzi capace di coinvolgere anche gli adulti, quello di Silvana De Mari intitolato “Sulle ali della libertà, edito da LiNDAU.

Un romanzo che abbraccia più generi, infatti, ci si sposta dal Fantasy allo storico senza mai sentirne lo stacco, per addentrarsi nella metà del Quattrocento e scoprire la storia della nobildonna Isabella e la sua serva Gertrude, unite dall’affetto fraterno che rimescola i ruoli e accorpa le sorti.

Isabella rimasta orfana è accolta dallo zio Rodolfo, Reggitore del Banco di San Giorgio, la cui principale caratteristica è l’avarizia, viene promessa in sposa a tale Adalberto signore di Macinaggio in Corsica.

L’idea di allontanarsi da Genova sconforta Isabella che in cuor suo desidera farsi suora, ma la vita ha in serbo per lei e la fedele Gertrude itinerari diversi da quelli immaginati.

Su un’imbarcazione malconcia, messa a disposizione dallo zio spilorcio, dall’inquietante nome di Zattera di Sant’Antonio, le due giovani donne si ritrovano a dover affrontare le prove più impegnative e sorprendenti che le condurranno, proprietà di pirati sprovveduti, a percorrere rotte marine inattese: dalla Spagna in Africa, da Tunisi ad Alessandria d’Egitto e poi nuovamente a Genova per poi raggiungere la destinazione di partenza, ossia la Corsica.

Lo stile è diretto e privo di orpelli linguistici, il racconto si dipana attraverso le parole di Isabella e Gertrude che narrano i medesimi fatti dal proprio punto di osservazione.

Custode dei ricordi dell’una e dell’altra un manoscritto ritrovato, dietro uno scaffale, nel 1846 presso il Monastero di Santa Maria degli Angeli in Corsica durante i lavori di recupero della struttura, nel quale riemerge il valore di esistenze che altrimenti sarebbero andate perdute.

Un viaggio esistenziale alla scoperta di sé stessi e del proprio posto del mondo, attraverso le vicissitudini che impongono delle scelte che orientano il percorso cui si è destinati, perché la salvezza è attuabile ovunque e necessita di un cambio di prospettiva.

È possibile scegliere come porsi nei confronti delle persone e degli eventi che si palesano, e spesso paiono ingestibili; è possibile concedersi un cuore lieto e concentrarsi sulla bellezza che salva il mondo, rendendo l’anima libera e in grado di librarsi su vette straordinarie.