Rarissime occasioni, in tempo di Covid 19, offrono la possibilità di interloquire e confrontarsi con conoscenti su come possano essere affrontate le imminenti festività natalizie.
Natale è, per antonomasia, la festa della famiglia, della gioia, delle tavole imbandite con nonni e nipoti che si abbracciano, dello scambio di doni sotto l’albero e dell’attesa della nascita.
Quest’anno sarà diverso.
La pandemia ha cambiato le nostre abitudini, ci ha isolati.
Nel rispetto delle restrizioni governative in tema di prevenzione da contagio, bisognerà limitare le occasioni di incontro e le tavolate, che fanno tanto festa, amore, famiglia.
Il timore di poter trasmettere il virus alle persone anziane condizionerà gli incontri tra nonni e nipoti.
E mentre lo scorso anno la bufera Covid 19 ci ha investito in inverno, andando incontro alla primavera e alle giornate più lunghe e soleggiate, che mettono allegria e trasmettono serenità, ora ci si trova ad affrontare la seconda ondata con l’umore a terra, con la prospettiva minacciosa di una terza fase, con l’inverno che bussa alle porte e il Natale che incombe senza essere accompagnato dai suoi abituali suoni di cornamuse nell’aria.
Dai virologi un chiaro avvertimento a non intendere il Natale come un ‘liberi tutti’.
È accaduto la scorsa estate – di cadere negli eccessi per reazione all’isolamento forzato – e il flagello è giunto imminente.
Un autunno grigio e triste, con restrizioni e mancata socializzazione sta mettendo a dura prova ciascuno.
Sarà difficile, senza le dovute restrizioni, tenere sotto controllo chi già in fase di lockdown batte i pugni sul tavolo per poter salire in montagna e sciare.
Solo un anno fa, la vita scorreva con modalità profondamente dissimili.
Ora, ci si pone in attesa del prossimo decreto del presidente del consiglio dei ministri (dpcm) al fine di ottenere indicazioni sulle libertà che verranno concesse e sui limiti da rispettare, per prevenire l’aumento dei contagi e scongiurare la terza ondata dell’epidemia di coronavirus.
Non resta che custodire lo spirito del Natale. Dentro se stessi e fuori.

MARIA ROSARIA VITIELLO