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A una certa età, viene  facile pensare “all’indietro”, soprattutto quando ti dedichi a preparare cibi della tradizione. Io la pastiera di grano la preparo solo per “il profumo” , non partecipo al contest pastiera più bella. La pastiera buona per me è quella di Don Prisco, io la faccio perché è una madeleine, poi se viene male, mi consolo. Il mio obiettivo è un momento consolatorio di recherche, a casa mia lo sanno e da anni mi invitano a desistere.
Del passato personale, mi sono rimaste parole, modi di dire, un pò di lessico familiare, qualche scena ibrida.
Oggi, due cose : ” Mi pari ‘o generale Baistrocchi !” , lo diceva la mia prozia, quando i maschietti di famiglia si vestivano con particolare cura. Non mi sono mai chiesta chi fosse questo generale, ma era chiara l’ironia :
” Sei tronfio e ringalluzzito, in “alta uniforme” e fai un pò ridere.” Mia zia era maestra di understatement.
Mi è ritornata questa espressione e ho rivissuto la scena. Suo cognato , marito della sorella, nei giorni di festa veniva sempre a trovarla. Ho poi scoperto che era lei che voleva sposare e poi , al suo rifiuto, aveva sposato la sorella minore, meno bella , con cui ebbe un matrimonio felice. ( Zeno, scansati proprio!).
Zio Carminuccio , me lo ricordo, avanzava sulla “loggia” e veniva accolto con l’apostrofe irridente, con le “sorrise parolette brevi” . Il generale Baistrocchi, l’ho cercato poco fa, nel 1933 diede il suo nome alla riforma detta “Riforma Baistrocchi”, su uniformi, gradi ed equipaggiamento del Regio Esercito, della Milizia e dei Reali Carabinieri. Quando , poi, qualcuno entrava ,portando sul volto segni di tristezza, noia, umore depressivo, veniva accolto con questa apostrofe: ” E che è succies che stai tutto ‘ncafardato? ” Questa l’avevo proprio rimossa, però il ricordo affiora quando ci sta un nesso, una analogia. Oggi sto veramente incafardata. Ho cercato e ho trovato.
Quando trovo l’origine di un modo di dire , è il mio momento zen. Mi calmo, meglio di un ansiolitico.
Cafard , in francese, significa scarafaggio, ” avoir la cafard” vale sentirsi giù di corda.
Da Proust, Svevo, Kafka, Zia Alfonsina e la pastiera è tutto!!
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