Fiumi di parole su quel che è accaduto ieri a Roma. Anche immagini cruente: il sangue di manifestanti, che nulla c’azzeccavano con Forza Nuova. Su Fb litanie di commenti e di prese di posizione. Fanno senso in particolari i fighetti dem e il circolo “vizioso” che li accompagna: per nulla in sintonia con i problemi della gente, con le istanze di chi combatte il green pass, mai in grado di distinguere la destra dal fascismo e spesso pronti a giustificare l’altra fazione, quella degli autonomi e dei centri sociali. La storia tragica del secolo italiano scorso ha evidenziato i compagni che sbagliavano e i camerati abbagliati ora dal nazismo ora dal colludere con pezzi deviati dallo Stato. Giorgiana Masi, Falvella e tantissimi altri sono morti in nome di guerra che di civile aveva poco, era solo terrorismo manovrato per altri fini. Ieri a Roma c’è stata una piccola rappresentazione di quel tempo che credevamo aver dimenticato: era impossibile fermare Fiore e company prima ? O forse serviva a qualcuno un evento del genere per far passare sotto traccia l’ormai imminente 15 ottobre con il Green Pass rafforzato in partenza ? I dubbi sono tanti. La gente che pacificamente ha invaso Roma non aveva intenzione alcuna di assaltare la sede della Cgil. Diamo pure solidarietà al sindacato – anche se secondo noi da decenni non rappresenta quelle istanze che prima facevano funzionare il cosiddetto ascensore sociale – ma diamo anche il sostegno “libero” a chi si oppone a regole anti-libertarie che la sinistra, sbagliando, sta appoggiando senza interrogativi e senza dubbi. In quanto ai politici da tastiera, lasciamo perdere: gli scheletri negli armadi sono troppi, il buon senso da fighettini progressisti alto-borghesi non ci appartiene e pertanto evitiamo di raccontarvi chi è davvero qualche personaggio che scrive a vanvera. Siamo per il confronto, per una destra liberale ma anche sociale, purchè non violenta. Siamo per una sinistra che abbandoni le poltrone e i salotti per rimettersi in gioco, in discussione e in strada. Ci accorgiamo, con amarezza. che siamo per qualcosa che oggi appare del tutto velleitario. Confidiamo nel futuro, che non è soltanto opus Dei.

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