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Il Governo sta lavorando ad un Decreto Legge, che sarà emanato nel corso della prossima settimana, per fronteggiare l’aumento dei costi energetici. Ci avviamo ad una nuova Austerity? Pare proprio di si anche se 49 anni fa il Governo si doveva preoccupare prima della mancanza di carburante per le autovetture, decidendo per le domeniche senza auto, invitando i cittadini all’utilizzo del servizio pubblico di trasporto.

Il 6 ottobre 1973, giorno della festività ebraica dello Yom Kippur, le truppe egiziane e siriane attaccano a sorpresa Israele nel Sinai e nel Golan, avanzando pericolosamente verso l’interno del Paese. Due settimane dopo, però, Israele riesce a capovolgere la situazione e a respingere l’attacco, grazie anche ai massicci aiuti americani. Battuti sul piano militare, i paesi arabi decidono di vendicarsi contro gli Stati Uniti e l’Europa, alleati di Israele, imponendo un embargo petrolifero senza precedenti. In poche settimane il prezzo del petrolio aumenta di 4 volte, costringendo i governi occidentali ad adottare misure di contenimento del consumo energetico. In Italia si chiamerà “austerity”  Il 22 novembre 1973, il governo Rumor vara il decreto “Austerity”, che comprende una serie di provvedimenti per risparmiare dell’energia, come il blocco alla circolazione delle auto di domenica, l’abbassamento della temperatura degli impianti di riscaldamento, la chiusura anticipata di negozi e uffici. La situazione si protrarrà per oltre 6 mesi e avrà conseguenze profonde sull’economia e sulla società italiana.
Le misure varate, immediatamente esecutive, ebbero un impatto tangibile sul modo di vita degli italiani. Compresero un forte aumento del prezzo dei carburanti, l’obbligo di ridurre la pubblica illuminazione del 40% e di tenere spente insegne e scritte pubblicitarie. Bar e ristoranti dovettero chiudere entro la mezzanotte, mentre ai locali di pubblico spettacolo venne imposta la chiusura entro le ore 23:00, orario in cui chiusero anche le trasmissioni televisive.
La velocità sulle strade venne limitata a 100 km/h sulle strade extraurbane e 120 km/h sulle autostrade.La disposizione di maggior impatto fu il divieto di circolazione nei giorni festivi dei mezzi motorizzati, velivoli e natanti compresi. Furono escluse dal divieto le automobili del corpo diplomatico e i mezzi di trasporto pubblico. Altre deroghe previste riguardarono i veicoli del soccorso sanitario, delle forze armate e di polizia, dei pompieri, dei medici e veterinari, dei servizi postali, dei distributori di stampa quotidiana e dei sacerdoti, questi ultimi solo all’interno del territorio comunale di residenza.
All’uopo, venne istituita una speciale contravvenzione per i trasgressori al divieto di circolazione festivo che prevedeva la multa da lire 100.000 a 1.000.000, cifra assai ingente, oltre all’immediato sequestro del veicolo.Per sottolineare la severità della norma, il 23 novembre venne diramata una circolare del ministero dei Trasporti a tutti i corpi di polizia che precisava come fossero assoggettate al divieto anche le automobili delle massime autorità, comprese quelle dei ministri e persino del Presidente della Repubblica. Queste autorità, in caso di indifferibili necessità di servizio nei giorni festivi, potevano muoversi solo su mezzi del trasporto pubblico o dotati di targa militare.Dall’aprile del 1974 si allentarono le misure con l’autorizzazione domenicale del traffico privato a targhe alterne, pari e dispari. Il provvedimento ebbe efficacia ridotta rispetto alle previsioni, anche perché molte famiglie disponevano di una seconda vettura. Le misure di restrizione del traffico privato saranno abolite di fatto nel giugno 1974, e formalmente abrogate dal Codice della strada del 1992.

Venne varata una campagna per la sensibilizzazione dei cittadini all’impiego di isolanti per coibentare le abitazioni e di termostati, con limiti di temperatura e di periodi di accensione degli impianti di riscaldamento.

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