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«Stiamo un po’ stretti, ma l’atmosfera è bellissima», Enrico, un grande italiano. Uno che quel cuore lo ha gettato oltre i muri dell’odio. Enrico Agostoni. Che si prende cura dei bimbi ucraini.

È uno di quelli che andrebbe insignito delle medaglie più importanti in onore della Repubblica Italiana. Perché Enrico ha deciso di fare il ferroviere, mettendo nel cassetto la sua laurea, per seguire la sua passione, viaggiare e raccontare il mondo attraverso la fotografia.
Perché, certo, ci sono cervelli in fuga, ma ci sono anche cuori in fuga. Da 2 anni lavora come controllore sui treni della Deutsche Bahn, le Ferrovie tedesche, e nel tempo libero come fotografo: le sue foto sono state comprate in tutto il mondo. Da quando è cominciata la guerra in Ucraina il suo treno si riempie di profughi, donne e bambini innanzitutto. E lui è lì, non a controllare il biglietto ma a preoccuparsi che venga offerto loro qualcosa da bere perché, dice «quasi sempre sono in viaggio da ore e ore e sono stremati».
Per i più piccoli si fornisce di caramelle, cioccolatini, giocattolini, pastelli e fogli e fogli per disegnare, forniti dalle stesse ferrovie tedesche. Molto spesso i colori non bastano ma non è un problema, se li porta anche da casa.
Ogni pastello che regala si trasforma in una festa, gli occhi dei bambini brillano e, racconta, «c’è tanta gratitudine da parte delle donne, si vede che sono grate per questi piccoli gesti di solidarietà». Enrico si prende cura dei suoi passeggeri «speciali» fino al loro arrivo a destinazione, normalmente sono le grandi città, Berlino, Francoforte e Monaco. Poi torna a casa, ad attenderlo c’è Timoscha, 5 mesi arrivato con mamma e nonna sabato scorso in fuga da Kiev. Sono parenti di sua moglie Kateryna. La casa non è grande, gli amici li hanno aiutati fornendo tutto quello che poteva essere necessario per il bambino.
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