Il segnale era già arrivato con un breve colloquio in piazza il 25 aprile. Stamattina l’indizio vero: quasi a braccetto Paolo De Maio, capogruppo consiliare del Pd e consigliere anziano per avere fatto quattro anni fa il pieno di prefenze, ed Enzo Petrosino, ex vice sindaco dell’era Romano, candidato non appoggiato a dovere nelle ultime regionali, dominus di EcoAmbiente. 

Il grande freddo tra i due, sembra appartenere al passato, assieme ai troppi voti nocerini andati a Picarone, episodio che contribuì a tagliare le gambe alla candidatura di Petrosino alle regionali. Ora si volta pagina, per volere calato dall’alto ma anche per la necessità di puntare con forza ad una Nocera con futuro sindaco PD. I due, in coro, dicono sull’arrivo di De Nicola e su altro: “Siamo stati sempre accusati di non voler allargare ora ci dite che abbiamo allargato troppo con De Nicola? In realtà siamo in forte crescita, lo dicono i numeri del nuovo tesseramento, a giorni lo chiuderemo e renderemo tutto ufficiale”.

Torquato ha tentato negli ultimi anni di “strangolare” politicamente il PD. Era sul punto di riuscirvi ma qualcosa è andato storto: a Salerno, probabilmente, hanno perso la pazienza sulla sua voglia di scegliersi il successore e quindi di condizionarlo. Una secca sconfitta personale, l’abbraccio nuovo tra De Maio e Petrosino alla fine ha stritolato lui, spiazzato da questo ma anche dalla decisione lampo di De Nicola. 

Gli ultimi eventi, pur sorprendenti, ovviamente non bastano al PD per considerarsi in vantaggio nella lunga volata che porterà nel 2022 ad eleggere il nuovo sindaco. I rapporti coi socialisti, la sinistra ambientalista e antagonista, i movimenti, i calendiani: c’è tutto un mondo che resta distante dal PD e che potrebbe avere un peso nelle urne e per le alleanze. L’unica cosa certa, oggi, è la fine del civismo dirigista e politicamente misogino, pochi risultati e tante ceneri sparse.