Investindustrial è a un passo dal rilevare il controllo anche di La Doria, con la storica sede ad Angri, gruppo campano delle conserve e dei legumi, quotato a Piazza Affari e controllato dalla famiglia Ferraioli.

In pochi ne parlano e ancor meno coloro i quali ne comprendano le ragioni di fondo: il controllo dell’azienda sta per essere rilevato dal fondo di private equity guidato da Andrea Bonomi, presidente di Confindustria, nato a Crema.

Non serve scomodare Antonio Gramsci e la sua attualissima Quistione Meridionale per capire che sia in atto un reale tentativo da parte dei soliti imprenditori del Nord di smantellare il tessuto economico meridionale che nelle industrie agroalimentari trova il suo punto di forza.

Il termine “questione meridionale” venne usato per la prima volta in Parlamento dal deputato Billia per descrivere la disastrosa situazione economica che venne a crearsi nel Mezzogiorno in seguito all’unificazione. L’annessione del Regno delle due Sicilie al Regno d’Italia avvenne forzosamente e tale annessione provocò un milione di morti e venticinque milioni di migranti. Il Regno delle due Sicilie era un regno ricco, all’avanguardia e con un livello di benessere medio in linea con quello di altri Stati.

Mi pare che ogniqualvolta un imprenditore del Nord avvisti qualche realtà economica di rilievo al Sud non perda tempo per assicurarsene un pezzo o più di un pezzo.

Questo è l’ennesimo tentativo del Nord di impedire uno sviluppo economico reale del Meridione, anche perchè non si tratta del primo.

Ci sono altri due aneddoti di non poco conto recentemente accaduti che avvalorano la mia tesi, se ce ne fosse bisogno.

Un investimento di oltre 18 milioni di euro per realizzare un nuovo stabilimento, aumentare la capacità produttiva e rafforzare l’occupazione. E’ il risultato ottenuto da Fiordagosto, azienda del gruppo Mutti, azienda emiliana, grazie al finanziamento del contratto di sviluppo gestito da Invitalia. Fiordagosto è leader nella lavorazione del pomodoro: dal 2013 nella sede di Oliveto Citra (Salerno) è specializzata nei prodotti tipici del Sud Italia, dai pelati ai datterini.

Per finire, ma temo non possa esserci una conclusione a questi eclatanti attacchi al Sud, si è scatenata la vicenda dell’industria Petti, accusata di etichettare come “pomodoro 100% italiano” e “pomodoro 100% toscano” prodotti destinati alla vendita. Sotto accusa non è il prodotto ma l’etichetta. Infatti anche quest’episodio rientra nell’ottica della denigrazione del Sud, del tessuto etico/economico meridionale.

La questione meridionale continua ad essere tra le cause principali della riduzione della competitività internazionale del nostro Paese: pensare di affrontare i problemi dell’Italia ignorando il Mezzogiorno è utopico.

Annalisa Capaldo

 

 





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