Una vera e propria festa del ringraziamento si è tenuta lo scorso 12 settembre all’azienda conserviera “Casa Marrazzo” di Pagani, che ha voluto così ringraziare le aziende dell’agro nocerino-sarnese in occasione della fine della stagione della lavorazione del pomodoro San Marzano.

Protagonisti della serata sono stati i veri fautori dell’oro rosso della Valle del Sarno: contadini, operai, dipendenti e le loro famiglie. Una comunità intera senza la quale non sarebbe possibile tirare fuori dalla terra il re dei pomodori.

Una comunità in festa per celebrare come si faceva nei tempi antichi, non solo con ottimo cibo ma anche con canti e balli; protagonista assoluta la tammorra, elemento immancabile nelle feste popolari dell’agro. A metà tra una sagra e uno showroom di cucina, la ricorrenza ha visto la partecipazione dei maggiori partner dell’azienda conserviera: i pizzaioli di “50 Kalò” di Ciro Salvo, una delle pizzerie più famose al mondo, gli chef stellati Raffaele Vitale e Nicola Annunziata e Anthony Mangieri, il pizzaiolo italo-americano da poco classificatosi in prima posizione nella guida “50 Top Pizza”. Hanno partecipato anche il Panificio Malafronte e lo staff del cocktail bar Cinquanta – Spirito Italiano. Tra gli ospiti non legati al mondo del food, l’artista Biagio De Prisco, voce delle tradizionali feste religiose della Valle del Sarno e non solo, accompagnato dalla sua paranza.

Non solo festeggiamenti, ma anche business. La ricorrenza è servita a presentare la nuova collezione dei “boccacci” dell’azienda conserviera, nelle nuove linee in vetro Nudi e Collezione 1934, pensate per ridurre l’impatto ambientale del prodotto. Dopo il successo degli scorsi mesi a Milano e New York, le nuove linee approdano finalmente in casa, nella nuova veste a cura di Auge Design.

«Lavoriamo con la terra a cui siamo fortemente devoti, il risultato è che il cibo per noi è sacro, ma è soprattutto un momento di gioia, una festa,» ha dichiarato la leader dell’azienda Teresa Marrazzo.

«La festa di fine campagna è un rituale antico, da sempre si brinda con le famiglie degli operai per ringraziare la terra dei suoi frutti, e per ringraziare la produzione del lavoro svolto. Un altro anno era andato, un anno che aveva regalato serenità per tutto l’anno successivo. Una sorta di Capodanno culinario nell’Agro,» aggiunge Gerardo Marrazzo, l’altro volto dell’azienda conserviera. «E come diciamo guardandoci l’un l’altro a fine lavorazione, quando la stanchezza lascia il posto all’orgoglio: Ringrazianno a Ddio ce l’avimmo visto ’n’ato anno!»