Da ieri, una stressatissima Giorgia Meloni ha raddoppiato il numero di sigarette. Il gravissimo scontro (poco) diplomatico con la Francia sui migranti delle navi Ong, mentre ci sono in ballo problemi decisivi per il paese come Price Cap e Patto di stabilità, ha gettato il nascituro governo in una bolgia politica infernale.

Anche perché, nella conferenza stampa di stamattina, anziché adottare la democristiana tecnica del conte zio dei “Promessi Sposi” (“sopire e troncare”), la Ducetta ha ingranato la marcia dell’Orgoglio Coatto: “Quando si parla di ritorsioni in un dinamica Ue qualcosa non funziona. Sono rimasta molto colpita dalla reazione aggressiva del governo francese, incomprensibile e ingiustificabile”.

matteo salvini giorgia meloni

Immediata è stata la reazione di Parigi. La segretaria di Stato francese agli Affari Ue Laurence Boone a France Info. ha ricordato che Roma “si era impegnata nel meccanismo di solidarietà Ue” e che “i trattati si applicano al di là della vita di un governo, altrimenti se dovessimo cambiare ogni volta le regole sarebbe insostenibile.

Il governo italiano attuale – ha continuato – non ha rispettato il meccanismo per il quale si era impegnato e si è rotta la fiducia. Credo lo si possa dire, perché c’è stata una decisione unilaterale che ha messo vite in pericolo e che, del resto, non è conforme al diritto internazionale”.

Le reazioni francesi possono essere ritenute ‘’esagerate” e “prepotenti” solo da chi non ha presente il quadro politico in cui si dibatte Macron, tra la destra di Marine Le Pen e la sinistra di Melenchon, che sulla questione si sono immediatamente catapultati azzannando il collo del maritino di Brigitte. Non solo: ‘’C’è un giallo tutto da capire nella dinamica che ha portato alla crisi diplomatica con Parigi di queste ultime 24 ore”, scrive acutamente Simone Canettieri su “Il Foglio”. “Bisogna fare un passo indietro e tornare a lunedì, Sharm el-Sheikh, Egitto. Fra i vari bilaterali alla Cop27, la premier incontra per una manciata di minuti Emmanuel Macron.

EMMANUEL MACRON GIORGIA MELONI

“La notizia non viene fatta trapelare subito da Palazzo Chigi, ma viene diffusa il giorno dopo, martedì. Secondo la ricostruzione italiana, il presidente francese nel corso del faccia a faccia avrebbe dato una disponibilità di massima a fare sbarcare in Francia i profughi soccorsi dalla Ocean Viking.

E oggi – durante la conferenza stampa per presentare il decreto Aiuti, in cui la premier accetta solo 4 domande prima di andarsene – Meloni non chiarisce questo punto, che resta centrale. Quello che si sa è che martedì scorso la vicenda ha subito un’accelerazione”.

GIORGIA MELONI EMMANUEL MACRON

Continua Canettieri in modalità Sherlock Holmes: “Bisogna controllare bene l’orologio. Alle 15.30 un lancio dell’agenzia Ansa, battuto da Parigi, dà questa notizia: “La Francia aprirà il porto di Marsiglia alla Ocean Viking nella notte fra mercoledì e giovedì, dipenderà da quando lascerà il sud del Mediterraneo”.

La nave della Ong Sos Méditerranée nel frattempo si trova a Catania. Ad affermare questa svolta è una fonte del ministero dell’Interno francese. Attenzione: passa un’ora e dieci e subito Matteo Salvini commenta: “La Francia apre il porto? Bene così, l’aria è cambiata”. Intanto Giorgia Meloni è tornata in Italia, ma rimane in silenzio.

TWEET DI SALVINI SUL CASO OCEAN VIKING 1

“E lo fa fino alle 21.03 con una nota in cui esprime “il nostro sentito apprezzamento per la decisione della Francia di condividere la responsabilità dell’emergenza migratoria fino a oggi sulle spalle dell’Italia e di pochi altri stati del Mediterraneo, aprendo i porti alla nave Ocean Viking…. C’è dunque un buco di otto ore tra la notizia dell’apertura dei porti francesi e il commento di Meloni. Prima però c’è Matteo Salvini che si intesta l’operazione”, conclude l’articolo de “Il Foglio”

E qui torniamo al solito punto dolente: quanto tempo impiegherà Matteo Salvini ad affondare anche il governo Meloni? Se non si può addebitare al 100 per cento il misfatto alla Regina della Garbatella, va anche detto che “Il presidente del Consiglio” non riesce a fermare né a gestire il suo tonitruante vicepremier. Non ce la fa, la poverina, a mettere in chiaro in Consiglio dei Ministri che tutti i provvedimenti del governo, comunicazione in primis, saranno gestiti da Palazzo Chigi anziché dal ministro delle Infrastrutture, tale Salvini Matteo.

TWEET DI SALVINI SUL CASO OCEAN VIKING

Ora la patata bollente Macron-Meloni è finita nelle solite e solide mani di Sergione Mattarella, in missione in Olanda per riuscire a rabbonire con i suoi modi democristiani il leader dei paesi “frugali” (ieri gran cena con il premier Rutte) su price cap e patto di stabilità.

Tornerà a casa stasera e domani la Mummia Sicula si metterà in contatto con Macron per rimpannucciare la tela strappata, come già successo all’epoca dello sgarbo del vicepremier Di Maio in gita turistica con Di Battista per solidarizzare con i Gilet Gialli anti-Macron.

sergio mattarella giorgia meloni

L’ultimo avviso che ora manda il Quirinale all’Armata dei Meloni Marci: Cara Giorgia, ora io cercherò di metterci una pezza allo sgarbo idiota che avete fatto con un alleato europeo, ma se domani a Salvini, o chi per lui, partisse un altro embolo, io vi lascio al vostro misero destino….