La scorsa sera, venerdì 16 settembre, a partire dalle ore 21.00, si è tenuta la prima serata della sedicesima edizione del festival del “jazz in parco”, ribattezzato, quest’anno, “aspettando jazz in parco”, poiché composto da più eventi che si prolungheranno durante il periodo autunnale.

Il festival dedicato al suo fondatore, l’amato e compianto Elia Pirollo, ha avuto l’onore di ospitare due parti eccezionali: la cantante Joyce Elaine Yuille e il gruppo degli Hammond Groovers. Dopo un breve ringraziamento del sindaco Paolo De Maio, la cantante è stata presentata al pubblico: Joyce Elaine Yuille è una cantante afro-americana originaria di New York, che ha frequentato giovanissima la famosa Fiorello H. La guardia high school of the music & art and performing arts, dove ha studiato canto lirico; ha lasciato poi gli States per intraprendere prima una carriera da modella a Parigi e poi recarsi in Italia, dove ha conseguito una grande esperienza musicale nel circuito live dei festival, dando un assaggio del repertorio di american soul. E’ descritta come una donna brillante, dalla personalità raffinata e comunicativa, dotata di una grande espressività vocale, apprezzata dai più importanti festival di Jazz internazionali. Nel 2015, il suo primo album, intitolato Welcome to my world.
Gli Hammond Groovers, invece, sono il trio che ha accompagnato la cantante, un gruppo dinamico ed energico. Prendono il nome proprio da un particolare strumento che accompagna la serata: l’hammond, che è praticamente un organo elettrico in miniatura, e sono in pochi i musicisti che possiedono l’abilità di suonarlo.

Il gruppo è composto dal chitarrista Daniele Cordisco, Antonio Carps all’hammond e Elio Coppola alla batteria.
La band ha saputo coinvolgere il pubblico con brillanti e divertenti improvvisazioni; l’affiatamento musicale con Yuille è stata da subito percepibile e anche la passione degli artisti, oltre che al talento, è stata trasmessa fluidamente tra i posti del teatro. Dopo poco si respirava la raffinata e soffice aria del jazz e del blues.
La cantante ha dimostrata d’esser degna della sua fama, ha stupito il pubblico con interpretazioni eleganti ma allo stesso tempo dinamiche, un grandissimo controllo della voce e del fiato e dei bassi meravigliosi che sottolineano le doti della sua estensione -ricordiamo sempre che aveva studiato il bel canto all’accademia di La guardia -.
Dopo pochi minuti il pubblico era impegnato a battere le mani sia per tenere il tempo, che per i lungi applausi.
L’interpretazione di (In my) Solitude, un toccante brano composto nel 1934 da Duke Ellington, con testo di Irving Mills e Eddie DeLange è stata all’altezza delle versioni più conosciute, da quella di Billie Holiday a quella di Ella Fitzgerald o di Nina Simone, Aretha Franklin, Etta James…

Non c’è che dire, il festival che si propone di diffondere la cultura jazz è iniziato davvero bene e senz’ombra di dubbio lo confermeremo nei successivi eventi musicali. Questa sera si esibiranno in piazza del corso, a partire dalle ore 21:00 i The Smokerz, trio salernitano composto da Flavio Abate per voce e chitarra, Francesco Di Zenzo per al basso, e Arcangelo Siano alla batteria. Domenica 18 settembre, invece, sempre a piazza del corso, si esibiranno dalle 19:30 i Sax Maniacs, quartetto composto da Gianni Tagliatella, Peppe e Gianni D’Argenzio, e Gaemaria Palumbo e i Brazilia Jazz Tijuca Quartet, con la voce di Gerardina Tesauro, Marco De Gennaro al piano, Aldo Vigorito al contrabbasso e Rocco Sagaria alla batteria.