Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai!

La visione gradevole, anche per compagnia, del film di Andò, la Stranezza, riporta di stretta attualità Pirandello e suoi sei personaggi in cerca d’autore. Paragonandoli al palcoscenico politico attuale, chi potrebbero essere ? Innanzitutto Letta, ostaggio di una fragilità tattica che gli ha fatto perdere persino il sorriso. Ora gli tocca scegliere tra Cottarelli e Moratti: Nanni Moretti ha avuto un attacco di panico.
Un personaggio, signore, può sempre domandare a un uomo chi è. Perché un personaggio ha veramente una vita sua, segnata di caratteri suoi, per cui è sempre “qualcuno”. Mentre un uomo – non dico lei, adesso – un uomo così in genere, può non essere “nessuno”.
Poi Renzi e Calenda assieme, loro non cercano tanto un autore ma un posto al sole, sono all’opposizione ma farebbero carte false se l’attuale governo perdesse una gamba: la protesi doppia è pronta.
“Ciascuno di noi si crede uno ma non è vero: è tanti, signore, tanti, secondo tutte le possibilità d’essere che sono in noi: uno con questo, uno con quello diversissimi! E con l’illusione, intanto, d’esser sempre uno per tutti, e sempre quest’uno che ci crediamo, in ogni nostro atto. Non è vero!”
Segue il gruppo Gedi, ovvero gli Agnelli con Repubblica e Stampa uniti in coro, coi rispettivi direttori Molinari e Giannini: vorrebbero rifare il giornale-partito senza essere Scalfari e senza De Benedetti alle spalle. Tentativo portato avanti nel modo peggiore: campagna elettorale di parte, post elezioni ancora con accanimento notevole.
“Un fatto è come un sacco: vuoto, non si regge. Perché si regga, bisogna prima farci entrar dentro la ragione e i sentimenti che lo han determinato.”
E don Silvio ? Non si rassegna al tempo che passa, alla pelle che invecchia, al Berlusconismo relegato a modo d’essere e di fare ma non più identificabile anagraficamente col suo inventore. Lui ha sdoganato chi adesso comanda l’Italia ma è rimasto Presidente solo per badanti e il buon Letta (zio).
Finzione! Finzione!  Ma quale finzione, realtà! Realtà, signori, realtà!
Infine il nostro caro De Luca, che sconfina nel macchiettismo a ogni dichiarazione, trattando la Campania come un Principato ereditario, proponendosi governatore a vita, facendo finta destra ma anche finta guerra al Pd.