Da sempre la musica e il ballo sono considerate “arti sorelle”, ma uno degli elementi principali del Tango è l’improvvisazione. È così che con  la musica dal vivo trova sua massima espressione, prendendo linfa dall’energia trasmessa dai musicisti e manifestandosi in un intreccio di eleganza e passione. Nel corso di questa settimana,  milonghe di Bergamo, Padova, Modena e Forlì hanno ospitato gli artisti Antonio Grosso e Pietro Sellitto, che hanno eseguito brani composti dal M° Grosso, e musiche famose di tango, permettendo ai ballerini di trasformare la musica in movimento e dare corpo al suono. La connessione che si crea tra musicisti e ballerini rende unica l’esibizione, soprattutto nel Tango, danza in cui si può palesare la partecipazione di diversi stili musicali, a seconda dell’abbraccio, dell’intensità e della postura dei ballerini.  E mentre nel Tango abbiamo uno stile più malinconico, nella Milonga, varietà del tango, lo stile diventa più divertente e canzonatorio. Ciò ha dato modo sia ai musicisti che ai ballerini, di esprimersi liberamente, dando spazio all’improvvisazione. La possibilità di comporre e di improvvisare durante un’esibizione, consente di conoscere se stessi, il proprio IO. Da questa profonda ricerca e conoscenza di sé deriva che il musicista riesce ad arrivare dritto al cuore delle persone, a scaturire le emozioni più profonde, e nel connubio con la danza tutto diventa tangibile.