Chiunque ascolti attentamente le parole del Presidente del Consiglio (o quelle del Governatore De Luca) può capire due cose: la situazione é sul filo e la scuola é un problema irrisolto. Il Governo ha sfregiato il lavoro dei Dirigenti scolastici una volta a febbraio e adesso con le stesse parole ‘mi fido di voi’ , vale a dire organizzatevi voi. La scuola si organizza, spendendo risorse umane e materiali, e poi chiude per mancata programmazione sui trasporti. Dunque il Governo non riconosce il lavoro della comunità scolastica, o non lo comprende. Una riflessione seria sui trasporti, sui ragazzi che devono (per età) seguire in presenza, su quelli che possono studiare a casa non é stata fatta. Il Governo si preoccupa di normare la didattica a distanza, dando un’ impronta ‘burocratica’ al nostro lavoro, che ricade a cascata (chi sta più in alto decide per chi sta più in basso) su di noi. Scippando l’ art. 33 della sua essenza. I Dirigenti un po’ perché temono le responsabilità, un po’ per diffidenza organizzano un lavoro per noi sempre più soffocante. Ecco perché qualcuno chiama a scuola i docenti a lavorare per gli alunni che seguono da casa. Insomma si alimenta la ‘cultura del sospetto’ e del ‘ ho fatto il mio dovere’.