Credo non sia possibile tacere. Se parliamo di camorra, la posizione della Giunta Regionale è assolutamente chiara e non sono possibili mezze parole o posizioni equivoche: la nostra posizione è di sostegno incondizionato all’azione della magistratura e delle Forze dell’Ordine, che devono avanti in tutte le direzioni e in tutte le sedi, senza guardare in faccia a nessuno. E se la ricerca della verità riguarda esponenti della mia parte politica, io sollecito la magistratura ad andare avanti con ancora maggiore decisione, perché ho tutto l’interesse che prevalga la verità.

La Giunta Regionale della Campania è all’avanguardia nella battaglia contro i poteri criminali, per la legalità e la trasparenza. Siamo l’unica regione in Italia ad aver stipulato un patto con l’Autorità Anticorruzione per definire i capitolati di gara: abbiamo già sperimentato questa collaborazione in occasione di una gara importante – 150 milioni di euro per la rimozione delle ecoballe – impiegando tre mesi in più perché il capitolato di gara è stato preparato dall’Autorità Anticorruzione, le imprese sono state controllate rigorosamente da quest’ultima e alla seduta della gara c’è stata la Guardia di Finanza.

Allo stesso modo, sostengo la Costituzione Italiana e tutto quello che stabilisce, compreso il dettato costituzionale in base al quale ogni cittadino è libero e innocente fino a sentenza definitiva, con altrettanta chiarezza nei confronti di chi – ancora in queste ore – ha deciso il rinvio a giudizio, ha fatto il processo di primo grado e di appello, è andato in Cassazione e ha già stabilito il destino di una persona, per cui dobbiamo avere rispetto e umanità in attesa che la magistratura faccia il proprio dovere in piena libertà e autonomia. È evidente che trattandosi di camorra abbiamo un dovere in più. Quello della prudenza, della trasparenza e del controllo. Ma questo non significa abbandonarsi all’imbarbarimento, per cui in tre articoli di giornale abbiamo già deciso tutto. Io non ho fatto il concorso in magistratura, non sono in grado di fare il magistrato, e credo che giudicare la vita delle persone sia uno dei lavori più complessi. E dunque non mi insedio sulla poltrona di giudice giudicante. Questo deve essere l’atteggiamento delle persone perbene. Non della destra o della sinistra ma semplicemente delle persone perbene, perché in questi casi viene prima la correttezza umana e personale e poi la politica.

Devo dire agli amici del Movimento 5 Stelle che probabilmente anche il PD ha sbagliato nell’accentuare la polemica sulla vicenda di Quarto. A mio parere, anche lì c’è stato uno scarto di coerenza e un’esagerazione, ma ovviamente quando si comincia a provocare non si sa dove si va a parare. A me piacerebbe che anche dal Consiglio Regionale della Campania emergesse questa posizione: sostegno incondizionato all’azione della magistratura. Vogliamo essere all’avanguardia nella battaglia contro la camorra e nel rispetto del dettato costituzionale di un Paese civile. A questo aggiungo un auspicio personale affinché questa vicenda si concluda rapidamente, e che un nostro collega veda risolti positivamente i propri problemi.

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