Sono tutti di destra (centro) e diversi da loro (quelli di prima). Roberto Speranza, la pacchia è finita. Sono nati i Meloneskin, la nuova rock band di governo. La fondatrice è Giorgia Meloni come Victoria dei Maneskin. Diventa premier e avrà due vice: Salvini e Tajani. Ha cambiato musica ovvero i nomi dei ministeri. Li ha “riarrangiati”. Uno per tutti. “L’Agricoltura sarà rinominato in ministero della Sovranità alimentare”. I nuovi ministri sono 24. Nel ruolo di Damiano abbiamo Giancarlo Giorgetti, noto come Giangiacomo. Va al Mef. La sua canzone preferita, ce lo ha confermato, è “Contessa” dei Decibel, il gruppo di Enrico Ruggeri. 

I ministeri vengono rinominati. Il ruolo di Mantovano Dunque era davvero soundcheck e sul serio Giorgia Meloni aveva in testa i Meloneskin già di mattina quando, uscita dall’incontro con Sergio Mattarella, diceva all’Italia: “Il centrodestra ha scelto la sottoscritta”. E’ tornata al Colle, alle 16.30, con la lista dei ministri. Aveva perfino la cover. Il suo uomo macchina, sottosegretario di Stato, il nuovo Roberto Garofoli, sarà Alfredo Mantovano, giurista, antica riserva di centrodestra. E’ un cattolico di buone letture. E’ un dritto, uno che parla con la voce di Gianni Agnelli: “La vringrvazio per la attenzione che mi accovda”. Già sottosegretario all’Interno, senatore di An. Sale sul palco e va alle tastiere che dovevano essere di Giovanbattista Fazzolari, l’Hegel della Meloni. Dicono
che il Fazzo avrà la delega ai Servizi. Ma quante se ne dicono. Il totoministri è un po’ come lo scopone scientifico.

Nessuno immaginava, ad esempio, la nomina di Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2, a ministro della Cultura. Raccontano che la moglie, giornalista, fosse così emozionata da non riuscire a trattenere l’allegria. Voleva urlare ai colleghi: “Viva Genny, altro che Tg1. Tiè”. Veramente il segreto di questa lista sta nella melodia. Non solo l’Agri coltura è stata rinominata. Il ministero dello Sviluppo economico, che va ad Adolfo Urso, viene risuonato in “Imprese e made in Italy”. Quello dell’Istruzione, al leghista Giuseppe Valditara, è stato rimasterizzato in “Istruzione e Merito” così come quello della Transizione Ecologica che si chiamerà “Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica”. E’ stato affidato a Gilberto Pichetto di FI che però (è accaduto anche questo, sarà stato
il prosecco) Meloni aveva indicato alla Pa dove invece andrà il fratello del più noto Alberto. Meloni aveva cantato il nome Zangrillo, poi è arrivata una nota di FdI dove si precisava che “causa errori di trascrizione sono stati erroneamente invertiti due nomi”. Mancava solo: “Perdonateci per il disturbo”. Viene suonato a cappella il ministero degli Affari Europei mutato in “Affari europei e Pnrr”. Sarà di Raffaele Fitto, anche lui fratello d’Italia. E ovviamente ci sono anche nuovi brani, nuovi ministeri. Sono stati incisi, nello studio di registrazione del Quirinale, il ministero del Mare che però è anche del Mezzogiorno. Lo prende Nello Musumeci, ex governatore della Sicilia mentre quello dello Sport e delle Politiche Giovanili, è stato assegnato ad Andrea Abodi. E’forse insieme a Matteo Piantedosi (al Viminale) Orazio Schillaci, rettore (Sanità) la special guest.

Sono i cantanti che vengono chiamati ad arricchire i concerti. Sarebbe infatti scorretto dire,nel caso di Piantedosi, che entra in quota Lega (la sua foto è già finita nell’album della Lega). Se ha una quota è quota prefetto. I prefetti sono i Gianni Morandi dello stato. Non invecchiano mai e li si ascolta sempre. Si sapeva invece che Maurizio Lupi sarebbe stato escluso dalla scaletta di governo perché “destinato a cose più grandi”. FdI sta spingendo affinché si possa costituire il gruppo centrista. Nel caso in cui dovesse saltare la luce, vacillare il governo, sarà Lupi a fare da booster. Può infatti rabboccare gasolio vale a dire altri deputati nella tanica centrista. Il suo posto virtuale, ministro per i Rapporti con il Parlamento, lo prende il friulano Luca Ciriani. E’ capogruppo di FdI come Francesco Lollobrigida lo è della Camera. Erano stati appena stati nominati e sono già stati promossi. Lollobrigida andrà a fare il ministro dell’Agricoltura. Daniela Santanchè, sorella d’Italia, al Turismo. Con Carlo Nordio sarà finalmente “Giustizia”. I ministri di FdI sono 9. Il ministero di peso, quello della Difesa, è di Guido Crosetto. E’ un uomo che sa stare al mondo, uno che ride, scherza, insomma un vero chitarrista. A Forza Italia va l’Università con Annamaria Bernini. E’ secchiona, farà benissimo. Il soldato Tajani è stato tutelato. L’ex presidente del Senato, Casellati, andrà alle Riforme. Alla Natalità, l’arcicattolica Eugenia Roccella. I leghisti erano i soli che sapevano tutte le strofe a memoria. Salvini avrà l’elmetto dell’Anas: Infrastrutture. Calderoli i suoi affari regionali. Alessandra Locatelli le disabilità. Direte, contenti? Uhm. I lombardi volevano la Moratti a Roma, i veneti lamentano: “I nostri ministri sono tutti lombardi, va’ a ramengo!”. Il primo concerto dei Meloneskin è finito con un sorriso. Era di un funzionario del Quirinale. Uscendo e ripensando alla serata: “Mo’con tutti questi nuovi nomi dei ministeri bisognerà cambiare tutti i moduli prestampati”. Il prossimo concerto dei Meloneskin si terrà a Palazzo
Chigi che sarà rinominato in Palazzo Chigi, appartamento italico per gli affari di governo sovrani. “Non vi sento
carichi!”.