Palloncini bianchi e magliette con la foto di Alessandro Cascone sorridente in un momento felice circondano il chiostro, mentre l’altoparlante manda due canzoni di Blanco, l’ultima si intitola “Nostalgia”; Ti ho detto che non posso stare senza di te. Che manderei tutto a fanculo senza di teSenza di te ho la nostalgia, -ia. Perché sei come casa mia, -ia.

 

Uno striscione recita: “Alessandro vive”. E restano i perché di un dramma troppo grande.

Commozione ai funerali del ragazzo che secondo i pm si sarebbe tolto la vita dopo le minacce di una gang di bulli di cui faceva parte anche una ex fidanzatina. La prof ricorda quello studente “che sapeva fare breccia nel cuore di tante ragazzine” e aggiunge, angosciata, di portare dentro di sé “il rimorso di non aver fatto abbastanza”.Una ragazzina sale sul pulpito e piangendo a dirotto ricorda Ale quando l’accompagnava a casa per paura che potesse succedere qualcosa. “Non voglio rassegnarmi, voglio continuare a parlarti, mi sembra tutto surreale. Sapevi esserci, rialzarti, proteggerci”, dice. L’amico di infanzia riesce solo a leggere le prime parole di una lettera che comincia cosi: “Avevamo tre anni quando ci siamo conosciuti”.«Guai a voi che ora ridete calpestando i fratelli e guai a voi perché poi piangerete ma non è una minaccia di un Dio che vuole distruggere, è la realtà se alimentiamo sentimenti negativi che ci mettono l’uno contro l’altro». Lo ha detto l’arcivescovo nocerino di Sorrento-Castellammare di Stabia, mons.Franco Alfano, nel corso dell’omelia per i funerali di Alessandro il 13 enne morto giovedì scorso, commentando il Vangelo delle beatitudini.

«Alessandro era uno dei piccoli della nostra comunità – ha aggiunto – non può parlare più non può dirci quello che aveva nel cuore ma lo dice a Dio e noi lo ascoltiamo attraverso la parola di Dio».