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Fiume Sarno, la lunga storia – l’azione e il documento di Giancarlo Russo

DiRedazione

Mag 23, 2020

Estratto dell’audizione in parlamento del magistrato Giancarlo Russo a proposito del Fiume Sarno, avvenuta a novembre del 2004.

Potrei fornire qualche indicazione, ad integrazione dell’audizione del procuratore della Repubblica di Nocera Inferiore, dottor Romano, che si e` svolta nello scorso mese di ottobre. Da quando e` entrato in funzione il tribunale di Nocera, dal 1993, mi occupo della materia dei reati ambientali, che e` affidata ad un unico magistrato (in questo caso, dunque, io personalmente): questo ha consentito e mi consente di avere comunque a disposizione un osservatorio privilegiato. Quindi, in generale ovviamente mi riporto alla relazione svolta dal procuratore della Repubblica Romano il 5 ottobre scorso e mi riservo
poi di far pervenire agli Uffici della Commissione quei dati statistici che il procuratore aveva gia` rappresentato, che peraltro ho anche con me, me, ma che sto cercando di aggiornare, attraverso il registro generale e le estrazioni informatiche, al novembre di quest’anno, affinche´ possiate disporre di una dimensione attuale dei procedimenti iscritti per reati ambientali connessi all’inquinamento, dell’esito degli stessi (laddove gia` vi sia),
dell’esercizio dell’azione penale e dei sequestri effettuati.

Mi premerebbe dar conto del fatto che indubbiamente negli ultimi tempi, in particolare con l’istituzione del Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri a Salerno, la nostra attivita` si e` potuta ancor piu` incrementare. La strategia di intervento e` che, laddove vi sono i reati (ma non vorrei tediarvi: mi riservo, poi, a seguito delle vostre domande, di rispondere
su argomenti che siano di vostro interesse piu` specifico sugli aspetti tecnici), sicuramente abbiamo intensificato l’attivita` per arrivare poi all’esercizio dell’azione penale. Il nostro compito, infatti, non e` di reprimere il fenomeno, perche´ noi – come ogni ufficio requirente – dobbiamo accertare le singole condotte di reato, le responsabilita` penali personali. Certo, quanto piu` e` diffuso ed efficace tale accertamento, tanto piu` ci poniamo come una delle componenti che lavorano sulla questione, insieme alle
autorita` sanitarie, amministrative, tecniche, alle scelte e alle gestioni politiche, alle attivita` di impulso, diretto o indiretto, che anche una Commissione come la vostra sicuramente puo` dare. Gia` da adesso posso confermarvi che la Commissione tale impulso lo da`, perche´ ultimamente si e` prodotta una serie di attivita` anche di coordinamento (lo dico anche in relazione all’esito di incontri che abbiamo avuto come autorita` di pubblica sicurezza in generale). Dal nostro punto di vista e dal nostro versante, in particolare, l’attivita` di repressione si e` certamente incrementata il che significa, laddove vi sia il reato, intervenire con un sequestro preventivo dell’azienda, ad esito
del quale (laddove vi sia stato, poi, l’adeguamento dell’azienda ad una condotta che prevede la normativa), vi e` il dissequestro. La materia dei reati ambientali e specificamente quella connessa all’inquinamento idrico comporta piu` di altre tale necessita`, che passa spesso attraverso l’attivita` del giudice, che non sempre poi ha gli strumenti per porla in essere, perche´ rischia una sovraesposizione, delle strumentalizzazioni e di deviare dall’ambito del suo potere.

Vi e` la necessita` di coordinare insieme l’interesse alla tutela ambientale, che ha dei riferimenti costituzionali, alla salute e alla salubrita` ambientale, e sapete meglio di me da quanti anni si protrae il problema dell’inquinamento del Sarno. E` stata dichiarata piu` volte area ad elevato rischio ambientale, c’e` un’emergenza socio-economico-ambientale e vi e` una Commissione parlamentare d’inchiesta che e` stata appositamente istituita, ma evidentemente vi e` anche l’interesse economico, all’occupazione e all’iniziativa imprenditoriale libera, che ha anch’essa un riferimento costituzionale, e spesso nel singolo procedimento (non in una disquisizione teorica o in uno scritto) la necessita` di contemperare questi due aspetti si pone nel momento in cui si deve decidere se firmare un provvedimento.

Saprete un po’ tutti, ormai, che si tratta di reati contravvenzionali, con pene detentive o di arresto in gran parte oblabili, vale a dire definibili con oblazione che estingue il procedimento. Qui lo strumento penale non si presenta con la faccia feroce – che magari non c’e` nemmeno in altri casi – del carcere, delle manette, ma di un «procedimentello», di una contravvenzione, che magari si estinguera` con i tempi lunghi che usano i nostri tribunali, purtroppo, anche in questa materia. Per cui, il momento repressivo ha la sua maggiore visibilita` nel momento del sequestro, della chiusura dell’azienda.

CLICCA QUI – documento parlamentare

2 puntata- CONTINUA

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