Ha rinunciato al ricorso al Riesame G.D.A., il 40enne di Fisciano  in carcere per aver lanciato, due settimane fa, dalla finestra di casa del terzo piano la figlia piccola, di appena 2 anni. La scelta è stata degli avvocati difensori Tommaso Amabile e Silverio Sica.

Il motivo ? La perizia psichiatrica chiesta dalla Procura di Nocera Inferiore, che entro quaranta giorni riceverà la documentazione. Solo dopo il deposito, che accerterà un’eventuale patologia nell’uomo, la difesa potrà pensare ad un’istanza per una diversa collocazione (l’uomo resta al momento in carcere per tentato omicidio). Va ricordato che il soggetto in questione, qualche giorno dopo l’accaduto, confessò il tentato omicidio spiegando di «aver sentito
la voce di Dio» che gli avrebbe detto di lanciare la figlia dalla finestra.  Fino ad oggi ad aver già avuto alcuni colloqui con l’uomo è stato il solo consulente della difesa, che ha riconosciuto in G.D.A. un’incapacità di intendere e di volere al momento del fatto. Agli atti, inoltre, vi è una prima relazione dell’Asl: l’uomo fu visitato da un neuropsichiatra tre giorni prima di quanto accaduto. Tale relazione accertò un «delirio psicotico acuto breve», con la prescrizione poi di due farmaci calmanti.