Filosofeggiando con Nietzsche

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Uno spazio originale quello di Eutopìa, Associazione culturale attiva a Nocera Inferiore, in via Grimaldi, 61 dove si è tenuto Il primo incontro con Amelia Zarrella, docente di Filosofia al Liceo Scientifico “Sensale”, su Friedrich Nietzsche. A seguire lezioni su Marx e Freud, con date in calendario indicate sul sito dell’Associazione.

L’Opera più rappresentativa di Nietzsche è sicuramente Così parlò Zarathustra – un libro per tutti e per nessuno, nella quale il pensiero del filosofo raggiunge l’espressione massima.

Nietzsche dopo aver osservato e analizzato la società della sua epoca tratteggiandone i passaggi salienti, giunse alla conclusione secondo cui nulla avrebbe potuto essere come prima; da qui l’esigenza di delineare la figura di uomo slegato da un modo di essere appartenente al passato in cui si era assistito all’annuncio della morte di Dio.

Zarathustra incarnava l’alter ego del filosofo, assumendo le vesti di un profeta che attraverso visioni e intuizioni espresse in parabole, prefigurava il senso del nuovo mondo.

Nel prologo e le quattro parti di cui si compone il lavoro, la narrazione è racchiusa in parabole che raccontano l’attività di Zarathustra, inteso come l’antagonista di Cristo, che all’età di trent’anni sceglie di isolarsi nella quiete della montagna per avere accesso alla comprensione delle cose.

La nuova consapevolezza merita di essere condivisa con gli uomini, ancora immaturi per ascoltare e recepire il suo messaggio, per cui i tentativi di avvicinamento di Zarathustra falliscono, e solo successivamente alcuni lo cercheranno per aprirsi al nuovo che incombe senza Dio.

È il momento del nichilismo, figlio di questo nuovo che sopraggiunge, e indica in filosofia tutte le dottrine che negano determinati schemi valoriali di riferimento.

Se da un lato, il nichilismo esprime il peso derivante dalla consapevolezza della crisi di tutti i valori comunemente condivisi fino a quel momento, dall’altro, trasformando tutti i valori riconduce alla concretezza e alla possibilità di crearne di nuovi.

Il confronto diventa tra l’ultimo uomo, ossia quello alienato e passivo della società di massa, e l’Oltreuomo, (diverso dal mito del Superuomo d’Annunziano), che vive l’entusiasmo della riscoperta che conduce al contatto diretto con la terra.

L’evoluzione dall’uomo all’oltreuomo viene indicata da Nietzsche attraverso tre metamorfosi che delineano l’immagine del cammello, successivamente quella del leone e infine quella del bambino.

Il cammello rappresenta l’uomo sottoposto alla morale corrente che obbedisce al motto “tu devi”, solo quando questa morale si dissolve l’uomo diventa leone e fa proprio il motto “io voglio”, ma il concetto di libertà è ancora legato al “da”.

La libertà “di” si concretizza solo quando l’uomo si trasforma nella figura del bambino che attraverso la metafora del gioco si pone nella condizione di creare nuovi valori, superando quelli passati.

La liberazione dall’alienazione può avvenire, solo attraverso un atto di emancipazione individuale che inevitabilmente comporterà l’esaltazione dell’egoismo, strumento in grado di supportare i propri desideri imponendo al mondo ciò che si vuole.

In Così parlò Zarathustra si presentano altri due passaggi a sostegno del pensiero proposto nel lavoro di Nietzsche, e sono la volontà e la potenza e l’eterno ritorno.

La volontà dell’uomo svincolata da quella di Dio, deflagra in una potenza massima che connota la metamorfosi; l’eterno ritorno vede l’uomo vivere in un tempo finito che lo spinge a costruire e creare continuamente, il gioco creativo, in questa visione, per essere libero deve lasciare andare tutti i vincoli morali.

Il tempo ripete in eterno sé stesso, riproponendo ciclicamente gli stessi avvenimenti, per cui in assenza di Dio manca l’inizio e la fine del tutto, ne consegue che il senso non esiste.

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