Incidenti, code di traffico e spazi congestionati, costo alle stelle dei carburanti, inquinamento e cambiamenti climatici… sono tutti problemi che nell’ambito della mobilità si mescolano formando un circolo vizioso, imponendo una serie di azioni capaci nel complesso di ridurne l’impatto, fino a una risoluzione graduale nel lasso di tempo più breve possibile: serve un incremento della sicurezza con segnaletica avanzata e ben visibile anche di notte ed elementi che fungano da dissuasori di velocità, oltre ad un riequilibrio tra i vettori della mobilità (meno auto e camion nei centri abitati) al fine di ottimizzare l’uso degli spazi, tutelando ambiente e salute.

Sul piano della sicurezza stradale, ci uniamo al cordoglio riguardo l’incidente tragico nel quale è venuto a mancare un ragazzo di 22 anni sulla SR18 a Cava. In precedenza, c’erano stati vari episodi a Nocera Inferiore: la signora in bicicletta scontratasi con un mezzo pesante all’incrocio tra via Atzori e via Lamberti, poi un ragazzino investito a via Garibaldi da un’automobile, entrambi trasporti in ospedale, senza dimenticare altre situazioni con esiti tragici per traumi e decessi (di persone e animali) come avvenuto a via Napoli anni fa, così pure a via Barbarulo, in vari orari e quindi sempre nel contesto urbano. A livello nazionale destò sconcerto la notizia dei bambini a L’Aquila deceduti per un’auto in sosta che, scivolando senza freno a mano, sfondò le protezioni del cortile di una scuola: urge la ZONA SCOLASTICA.

Ma anche il fenomeno di biciclette e monopattini a trazione elettrica che disturbano e arrecano pericolo ai pedoni va affrontato in un modo costruttivo e propositivo: munire i comuni di piste e percorsi ciclabili, di zone a 20/30 km/h (che per legge possono usare anche i monopattini) per evitare il conflitto tra pedoni e velocipedi presso piazze e parchi pubblici: va gestita tutta la cosiddetta MICROMOBILITA’.

Dato il crescente movimento di ciclisti, e-bikers, riders e monopattini notiamo che l’esigenza di ecologismo e di offrire spostamenti “smart”, agili e intelligenti si sta ormai finalmente diffondendo anche da noi, una vera moda che coinvolge giovani, persone di mezza età e persino vari anziani, ma va amplificata. In Italia vengono vendute 2 milioni di biciclette ogni anno, molte delle quali ormai sono a pedalata assistita, non ci si stanca più nemmeno a valicare i cavalcavia. Occorre migliorare la sicurezza e consentire spazi e punti di sosta per i velocipedi.

Un luogo comune è la mancanza di spazi, ma ad essere obiettivi essi esistono, solo che vengono ripetutamente sottratti alla fruizione collettiva dall’uso esclusivo dei proprietari di auto e moto in sosta. Ne deriva un disordine che comporta lo scadimento della qualità urbana, la diminuzione della sicurezza e l’impossibilità di godere della città in modo sereno, a svantaggio di disabili, bambini e anziani.

Con i dati ARPAC sugli inquinanti dell’aria che vedono Nocera Inferiore registrare sforamenti sopra le soglie (già flessibili) stabilite dall’UE, la ricetta è offrire servizi bus e percorsi ciclabili, rendendo così più accettabili e gestibili i provvedimenti anti-smog (e di snellimento del traffico) ad ampio raggio sul tessuto viario cittadino,

La mobilità è un sistema fatto di modalità e mezzi variegati: non si può ragionare come 30-40 anni fa solo di strade, macchine e sensi di marcia, sarebbe come rifiutarsi di adempiere alle normative riguardo la raccolta differenziata, affermando di dover trovare nuove discariche anziché ridurre la componente di indifferenziato.
Questo va spiegato ai cittadini, altrimenti li si illude con false soluzioni e non li si educa al civismo della mobilità: il risultato è un boomerang con proteste contro l’amministrazione di turno per il caos irrisolto, come avviene da decenni. Ridurre l’uso smodato dell’auto è nell’interesse di tutti, non un’imposizione negativa ma una libertà estensiva verso le altre forme di spostamento virtuose.

Il PUMS comunale in via di approvazione ha fornito i dati aggiornati sui flussi di traffico, dai quali emerge che a Nocera Inferiore dal 2011 al 2021 la componente automobile è passata dal 68% all’84% come quota tra i mezzi di spostamento. La quota delle biciclette è dell’1,24%, i mezzi bus solo lo 0,50%. Eppure il 46% è la percentuale dei soli spostamenti interni ai confini comunali. I pedoni sono concentrati presso strade e marciapiedi più centrali e nelle piazze, pochi si spostano a piedi e in bici sull’asse centro-periferia, ma i ciclisti aumentano. In fondo le strade non sono poche, ma le automobili troppe, specie nelle ore di picco. Incrociare i flussi con una rete viaria tutta accessibile complica la circolazione.

In città “non tutto è traffico di attraversamento” ma c’è una percentuale consistente di automobili che percorre distanze brevi sull’asse centro-media periferia. Persino chi, per vari motivi, è indotto ad utilizzare l’auto quotidianamente potrà beneficiare di minori code e meno inquinamento grazie a quel 20-30% di persone che useranno mezzi alternativi: bici e monopattini, bus e minibus di linea e servizi a chiamata, treni diretti e corse metropolitane con fermate fino a Codola. Quindi la SOLUZIONE è costituita dai veicoli poco ingombranti e dai mezzi condivisi di spostamento. Utile anche praticare il car-pooling.

L’anello (o RING) viario è uno schema di circumnavigazione composto dalle vie urbane principali di percorrenza rispetto al nucleo di strade secondarie di quartiere, ma va inserito nel quadro generale e bisogna comunicarne bene la “ratio”, evitando di prestare il fianco a chi lo interpreta erroneamente come una tutela del centro contro la periferia… in realtà al suo interno (non solo il centro ma da via Libroia fino a Casolla-Grotti, nel percorso mix di ZTL e ZONE30), ci si sposterà a PIEDI, in BICI o con MINIBUS, però anche lungo tale anello e al suo esterno sui rami periferici si ridurrà il traffico riqualificando marciapiedi, facendo percorsi ciclabili e sosta per velocipedi, segnaletica e linee bus efficienti, oltre alla fluidità con alcune rotatorie.

Il nuovo piano di mobilità sostenibile, anche grazie al contributo di varie associazioni, è già impostato in tale direzione virtuosa complessiva e va migliorato con integrazioni che facilitino ulteriormente la diffusione dei mezzi alternativi. Lanciamo un appello per evitare giungano osservazioni conservative sul monopolio delle automobili, che non servono né alla vivibilità né al commercio di quartiere.

Le passate amministrazioni hanno istituito i varchi ZTL tra il 2005 e il 2016, essendo contesti con strade di dimensioni ridotte e/o ad alta affluenza pedonale. E’ meglio evitare l’accesso alle auto elettriche e ibride nelle strade fatte di strettoie nelle attuali ZTL per non minare la sicurezza, non è solo una questione ecologica. Mentre va bene dare priorità alle auto a basse o nulle emissioni in caso di limitazioni ai transiti a più ampio raggio nel perimetro del confine cittadino. Fermo restando il consolidamento della limitazione del weekend fino anche agli orari notturni a via Garibaldi-Barbarulo e fasce orarie gradualmente estese negli altri giorni, bisogna proporre uno schema di “targhe alterne” e per i veicoli più inquinanti lungo gran parte delle strade cittadine nei giorni infrasettimanali, man mano che si forniranno più servizi bus e percorsi sicuri a pedoni e velocipedi.

Serve una più attenta valutazione su via Roma/via Canale senza aggressioni massive in transito e in sosta alla attigua area di parcheggio, magari selezionando l’utenza a vantaggio di residenti, gestori delle attività, veicoli green e disabili.

Oltre a disintasare il centro, l’attigua via Atzori potrà essere sgravata dalla quota di automobili con percorsi nel segmento Pagani-Nocera Sup. che si sposteranno dentro l’area interna con modalità alternative, allegerendo la SR18.

Si sgraverà anche l’asse via Napoli – via Rea – via Pucci con la PISTA CICLABILE e i MEZZI BUS messi in campo su tale dorsale, strategica poi per gli spostamenti tra Cicalesi/Arenula/via Astuti e il centro cittadino, con reciproca riduzione del volume di traffico automobilistico: in questi ambiti c’è il grosso della densità abitativa e degli spostamenti, nel raggio di appena 1,5/2km. Più incentrato sugli autobus e i servizi a chiamata il discorso per Montalbino, Montevescovado, S.Anna, Piedimonte, S.Mauro e periferie estreme, ma con un “traffic calming” che permetta anche un margine di sicurezza a disabili e ciclopedoni.

A scanso di equivoci, siamo impegnati a proporre benefici per l’intera cittadinanza, senza negare che un centro-città stile Cava e Salerno può essere patrimonio di tutti e goduto anche da chi lo raggiunge dalla periferia e da altri comuni, una sorta di centro commerciale naturale. La presenza di troppe auto nel contesto della movida ha un impatto inquinante notevole per chi cammina o si siede ai tavolini all’aperto vicino alle emissioni nocive, con rischi e disagi per i pedoni, auto sui marciapiedi,ecc. Parimenti, vogliamo tutelare i contesti di periferia: le strade interne ai quartieri siano a traffico ridotto e più in generale ciclabilità/mezzi pubblici in tutta la città.

Le nuove strade sui rami esterni come il binario dismesso e il ricamo previsto tra via De Curtis-via S.Pietro-via Napoli se realizzate,dovranno in ogni caso avere piste ciclabili adiacenti (C.d.S. art.13 c.4-bis), sono percorsi già pianificati.

Il famigerato traffico di passaggio richiede soluzioni con un PUMS tra i comuni dell’Agro e Cava, con un nuovo PIANO di TRENI/BUS intercomunali e un BICIPAN, rivedendo i percorsi dei camion e riducendo il pedaggio autostradale. Eventuali nuovi caselli e collegamenti esterni vanno valutati in tale piano comprensoriale, per stabilirne se utili o no, l’impatto e dettagli tecnici conseguenti.

In Germania con 9 euro al mese hanno stimolato milioni di abbonamenti con la scomparsa delle code di auto nelle ore di punta e la riduzione dello smog.

In Olanda, Danimarca e molte città del centro-nord Italia piste e percorsi ciclabili sono all’avanguardia e ciò ha effetti notevoli sulla qualità della vita.

 

Fiab Nocera