25 novembre 2022
Ho atteso la sera per scrivere di “violenza di genere”. Dopo tante manifestazioni ed esternazioni pubbliche contro la violenza sulle donne, mi sono chiesta se dovevo scriverne pure io. Ma poi mi son detta: parliamone per aumentare la consapevolezza, per trasmettere solidarieta’, per diffondere valori che si stanno dimenticando.

Ancora oggi viviamo in una societa’ piena di pregiudizi, dove una donna deve faticare il doppio di un uomo per dimostrare che vale, che e’ in gamba, che ” ha le palle”, come dicono gli uomini. Eh si’, la lingua italiana e’ piena di espressioni “maschiliste” e di regole che provengono da un retaggio culturale vecchio ormai. E si fa fatica a cambiare. Io credo che dietro la violenza di genere ci siano fattori culturali: si tratta di affrontare e di stravolgere una mentalita’ consolidata e che si basa su forti stereotipi. La donna non e’ un possesso dell’ uomo e puo’ scegliere liberamente il suo destino. E l’uomo dovrebbe accettarlo, accogliendo il dolore di un distacco, se questa e’ la scelta della sua compagna. Sembra una cosa semplice, ma realmente non lo e’, se avvengono cosi’ tanti femminicidi negli ultimi anni. E allora parliamone, educhiamo gli uomini ad accettare le loro fragilita’, a riuscire a piangere senza vergognarsene. Accettare le proprie debolezze, le proprie paure: potrebbe essere un buon inizio per gli uomini. E parlare di educazione sentimentale a scuola: perche’ no?