La differenza tra Germania e Italia è tutta qua… mentre noi non facciamo niente, loro già varano un piano per risparmiare energia. La cicala e la formica. Tetto al prezzo del gas, riprogrammazione della politica energetica con un piano per lo sfruttamento delle fonti rinnovabili e centrali nucleari di nuova generazione piccole e che sfruttano le scorie nucleari come carburante. Questo si deve fare: nell’immediato risparmiare energia. Presidente Mattarella fate un contratto per assumere in Italia il governo tedesco, i soldi che spendiamo per le elezioni li diamo come ingaggio al governo tedesco con supervisione della Merckel in Smart working da Ischia, con la sua competenza può guidare l’Italia anche da remoto.
Il governo tedesco, come spiegano diversi organi d’informazione autorevoli, ha approntato un complesso piano di risparmio energetico per l’inverno che mira a ridurre il consumo di gas del 2% attraverso nuove regole in materia di illuminazione e riscaldamento che diventano appunto più restrittive. Ma come funzionerà il razionamento dell’energia in Germania per il prossimo inverno? Per raggiungere l’obbiettivo finale di riduzione dei consumi, il piano tedesco, che prenderà avvio a settembre, prevede una serie di riduzioni per il riscaldamento di tutti gli edifici pubblici, compresi gli ospedali, sia come livello di temperatura massima sia come spazi da poter riscaldare.

Nel dettaglio, la serie di misure di risparmio energetico varate dal governo tedesco prevedono che i riscaldamenti siano impostati a un massimo di 19 gradi centigradi negli uffici pubblici e che gli impianti possano essere addirittura completamente spenti in luoghi di passaggio come ingressi e corridoi. Il piano di razionamento dell’energia in Germania prevede però anche lo spegnimento dell’illuminazione estetica di monumenti ed edifici pubblici e un meccanismo di priorità al trasporto di merci come carbone e petrolio sulle ferrovie in caso di necessità. Il ministro dell’Economia tedesco ha affermato che le nuove regole potrebbero far risparmiare alle famiglie, alle aziende e al settore pubblico circa 10,8 miliardi di euro in due anni.