Al suono della campanella, riaprono le scuole, di ogni ordine e grado, dopo un’estate di fuoco e con fenomeni atmosferici che hanno causato tanti disastri, lasciando una scia di morte e distruzione. Per tutti un pensiero e un ricordo e, come credenti, una preghiera. la ripresa è sempre faticosa e, inevitabilmente, porta con sé nostalgie e domande.

Pur conoscendo le criticità nuove ed antiche, evidenziate ed ingigantite dalle pandemie, diamo fiducia alla scuola e riprendiamo con gioia ed entusiasmo, con responsabilità, in presenza e non a distanza.

Con entusiasmo accogliamo chi inizia, chi è nel mezzo del cammino, e chi quest’anno termina un ciclo per aprirsi a nuove prospettive.

Diamo fiducia alla scuola e, in un rinnovato patto educativo tra le diverse Istituzioni, facciamo della scuola non un contenitore, una sala d’aspetto, ma un reale luogo educativo, capace di far crescere e accompagnare in tutte le stagioni.

Diamo fiducia alla scuola, ai docenti, al personale scolastico, a tutta la filiera che permette ai nostri bambini, fanciulli, ragazzi, adolescenti, giovani, di prepararsi alla scuola della vita, con una attrezzatura culturale, intelligente ed utile, capace di competere con le aspettative europee e mondiali.

Diamo fiducia alla scuola affinché ritorni ad essere palestra di relazioni, spazio di amicizia, ambiente di umanizzazione ed integrazione, centro culturale che educa alle sfide del futuro, e non semplice raccoglitore per inutili progetti.

Diamo fiducia alla scuola e lavoriamo insieme, specialmente con le famiglie, per essere tutti sempre e dovunque, alunni attenti e disciplinati, curiosi e desiderosi di crescere nella vera conoscenza, che nobilita e rende più umano il vivere civile.

Diamo fiducia e investiamo più risorse per una scuola capace di accompagnare, rispettando il passo di ognuno, verso le vette dell’umano, del bello, del buono, del vero, saldando in modo intelligente l’ambiente scolastico ed il vissuto quotidiano.

Non dimentichiamo che la scuola è una scommessa per il futuro di un Paese.

 

Vi benedico,

Giuseppe Giudice, vescovo