Jannik Sinner approda per la prima volta agli ottavi di finale degli Australian Open. Ha appena superato Taro Daniel, che è riuscito a trarre il massimo da se stesso in questa fase della sua vita, ovvero a 28 anni. Daniel, 120 al mondo, ha qui superato le qualificazioni e poi Barrios Vera e Murray. Nelle ultime settimane si era guadagnato il titolo di “ammazzaitaliani”, avendone battuti tre di fila. Ci ha provato anche con Sinner, e fino al 3/3 del terzo set c’è stato equilibrio. Poi Jannik, sideralmente più forte e dotato, è volato via.
Ogni volta che lo vedo giocare, e capita da molto prima che tutti lo scoprissero (come sa chi mi legge non da due anni ma da sempre), ho la netta percezione che Sinner nella sua carriera possa fare TUTTI. E ribadisco TUTTO. Chi lo reputa sopravvalutato è un caso umano disperato. Sinner può essere uno dei dominatori del tennis del futuro, creando col demoniaco Alcaraz un dualismo esaltante e straziante. Speriamo. Il tabellone che ha Sinner a Melbourne è “fortunato”. Di solito negli Slam ha sfiga, stavolta no. In via teorica ha De Minaur, che ha battuto due volte su due, e poi troverebbe Tsitsipas nei quarti (che ha già battuto). L’obiettivo, non impossibile, è issarsi nelle semifinali contro Medvedev, magari provando a vendicarsi di quel match alle Atp Finals durante il quale il Maniscalco Nevrastenico lo prese pure per il culo nel primo set.
Sarà però durissima. De Minaur è molto insidioso (gioca pure in casa) e servirà il miglior Sinner per superare il turno. Pensiamo a quello, il resto eventualmente si vedrà.
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