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Disapprovo il manifesto funebre di cattivo gusto e mi unisco alla mia città, Pagani, che non solo lo ha condannato, ma ne è anche del tutto estranea. Nonostante ciò, la vostra rivista, attraverso l’utilizzo di parole come “mafia”, “camorra” e “legalità”, tanto care ad un metodo “politico” ben collaudato, ha tirato in ballo Pagani e i Paganesi senza pietà,

Infatti il 13 aprile 2022, il teologo trevigiano Padre (Ofm) Stefano Cecchin, ha così sottotitolato la sua omelia difensiva: “Il Vescovo di Nocera Inferiore ha bloccato le processioni. E sono comparsi manifesti che ne annunciano la morte. Un atto in stile mafioso”, evidenziando, poi, nel prosieguo che “questo stesso vescovo fino a pochi anni fa è dovuto intervenire perché le statue di Gesù e dell’Addolorata a Pagani, il Venerdì Santo, sostavano in segno di omaggio davanti alla casa di un noto indagato di camorra…”.

Ebbene, chiunque legga onestamente il manifesto (del quale Pagani e i Paganesi ne sono del tutto estranei) comprende facilmente che esso NON ANNUNCIA LA MORTE DEL VESCOVO bensì QUELLA DELL’ECONOMIA DELL’AGRO, infatti c’è scritto: (Mons. Giudice…) “ha tragicamente con un decreto inutile ucciso e oltraggiato le nostre feste patronali” (…) “un grave lutto ha colpito il nostro agro”. Mi meraviglio come “Famiglia Cristiana” abbia potuto equivocare in questo modo.
Mi inquieta invece che il contenuto del manifesto e la sua pubblicazione siano stati allusivamente correlati ad una processione che risale a ben SETTE ANNI FA, ossia all’8 aprile del 2015 e ancor più che non si sia tenuto conto della dichiarazione dell’autorità ecclesiastica che ritenne talune notizie “prive di fondamento”, nè di quella civile nella persona del sindaco di Pagani, dott. Salvatore Bottone, che affermò: “Si lanciano messaggi assurdi, ci sono persone che tendono a denigrare la città. C’è chi gode nel vedere Pagani in prima pagina per situazioni incresciose che non corrispondono alla realtà” … (TZ. Agro24 – 9.4.2015). Le stesse notizie, ritenute infondate dall’autorità ecclesiastica e dal sindaco, furono poi fatte rimbalzare presso la “Procura Antimafia” di Salerno che, con un nulla di fatto, archiviò il caso dopo aver visionato (se ricordo bene) alcuni video privati sulla processione e sulle soste “incriminate” non preventivamente programmate.

Alla luce di quanto esposto si può evincere, da come è stato confezionato l’articolo, che le motivazioni che hanno spinto l’Assemblea dei Presbiteri a bloccare le processioni a “data da destinarsi” non sono affatto quelle dichiarate (il covid, il conflitto, bla bla bla) ma sono di natura ben diversa (e confermano la loro natura surrettizia ed ”abusiva”).

Per tutto ciò, essendo tali decisioni una vera “ingiustizia”, avendo tradito il “coraggio della verità” e commesso una “omertà” (in quanto l’articolo imputa le decisioni al Vescovo e non all’Assemblea) non credo che questi insegnamenti possano mai riportare il popolo sulla strada della “legalità” e della “religione” canonica, auspicata dall’articolo, né credo che possano prospettare una “chiesa che non vuole più essere presente (perché prima lo era?) in tutto ciò che è ingiustizia”.

Mi dispiace che nel tentativo di ri-costruire e giustificare motivazioni ingiustificabili abbiate invece calpestato eticamente e moralmente la dignità di una comunità incolpevole e soprattutto la Verità.
Dio ci benedica e ci perdoni. 

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  • Pasquale De Vivo

    Questo rappresenta il momento in cui viviamo e ci vogliono far vivere con menzogne e notizie false?
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