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Più che indignato, sono seriamente preoccupato per la miopia superficiale – scelta e perseguita – con cui capi di governo ottusi, giornalisti proni, commentatori arruolati non vedono (o fanno finta di non vedere) la sostanza vera dello spaventoso problema.

In primo luogo: gli Stati Uniti si rifiutano di capire che il mondo unipolare (con loro egemoni sulla Terra dopo il crollo dell’URSS) è definitivamente tramontato, e che è iniziato il multilateralismo: realtà crescenti – la Cina, l’India, l’America Latina, in primis – non accettano più i loro ukase.

Si comprende dunque la pervicacia con cui hanno esteso la NATO (e vogliono continuare inglobando Finlandia e Svezia) e armano da anni (non da ieri) l’Ucraina in funzione anti russa, ma con il chiaro intendimento di avvisare Pechino: il giorno in cui dovesse esserci un conflitto USA-Cina, questa non dovrà affrontare solo gli Stati Uniti.

Nella demenza del loro autismo egemonico (come il “nobile” decaduto che non si rende conto del suo nuovo status) devono continuare a essere loro i “regolatori” del mondo.

E non prendono nemmeno lontanamente in considerazione l’ipotesi di un confronto pacifico con la Cina, di una sana e convivente competizione economica, culturale, scientifica e politica con quella che è ormai una realtà ineliminabile e che si avvia a divenire la prima economia del pianeta.

Risultato del “gioco”: la prossima nuclearizzazione del Baltico. Prospettiva davvero… incoraggiante…

Di questo “gioco” Putin è, al tempo stesso, vittima e compartecipe, con l’inaccettabile invasione dell’Ucraina.

Putin, la Russia e lo Zar: tre appunti brevi

Si dice che, armando l’Ucraina, l’Occidente difende la democrazia. Balle. Agli USA della democrazia altrui non importa un fico secco, come dimostrano le due guerre catastrofiche – realizzate sulla base della menzogna – in Vietnam e in Iraq, il colpo di stato in Cile nel 1973 e i rapporti stretti con il regime semifeudale dell’Arabia Saudita.

La realtà vera è di una banalità agghiacciante: una guerra in Europa, che la indebolisce avviandola verso una devastante recessione economica, è per gli USA una manna dal cielo.

E qui risalta l’idiozia autolesionista dei Paesi europei, autoridottisi a camerieri di Washington: sdraiandosi sul tappeto della NATO americana, fanno il contrario degli interessi dei loro popoli.

Lo stesso vale per le sanzioni. Sono inefficaci (Cuba e l’Iran lo dimostrano), rendono più popolare Putin, che ha raggiunto il consenso più ampio del popolo russo, e si ripercuotono su chi le infligge, vedi caduta del Pil in Europa.

È ovvio, dunque, che le parole “negoziato” e “pace” non escano dalla bocca di Biden: accusando la Russia di “genocidio” e definendo Putin “macellaio”, l’anziano bizzoso (che non decide nulla, e applica solo le decisioni del Pentagono e delle lobbies energetiche e produttrici di armi) lavora alacremente per il proseguimento della guerra. Le “cavie” ucraine sono la sua utility.

Cosa si sono detti Biden e Zelensky?

(Per non parlare degli scopi più meschini: far dimenticare la fuga dall’Afghanistan, tentare di risalire dai bassi sondaggi e cercare di non perdere le elezioni di mezzo termine. Non c’è limite al peggio: così Trump… ridiventerà presidente).

Lo stesso fa l’ineffabile Ursula von der Leyen quando dice, da Kiev, che l’Ucraina “ vincerà” la guerra…

Zelensky ne è felice, essendo null’altro che il ventriloquo dei due e del premier inglese Johnson. Un coraggioso vanesio che si è montato la testa, rifiutando la visita del presidente tedesco e additando come reprobi Germania e Ungheria che impedirebbero l’embargo di petrolio e gas russi, mentre lui continua bellamente a usarli, rifornendosi dai paesi vicini.

Mentre Draghi si sta rivelando un sacco di vento pieno di se stesso, Enrico Letta è più realista del re: embargo immediato del gas russo, senza dire con che lo sostituirebbe un minuto dopo. Parole più veloci del pensiero, come quelle sull’aumento delle spese militari, in un Paese che è il fanalino di coda, nella UE, per gli investimenti nella scuola e nella ricerca scientifica. E dove i poveri aumentano e ad essere falcidiati sono i lavoratori e i ceti medi. A riprova che il Pd, da tempo, non ha più niente di sinistra.

Enrico Letta

In questo contesto il grosso dei nostri media si comporta in modo vergognoso: l’informazione non c’è più, è sostituita dalla propaganda bellicista. È sintomatico, per esempio, che nei talk show siano i generali a rivelarsi i più prudenti e, spesso, saggi.
Rimpinzando di armi l’Ucraina, la NATO e gli USA sono di fatto cobelligeranti. Al di là delle intenzioni, può bastare un incidente perché il conflitto diventi globale, e la parola passi ai missili atomici.

Questo è il mio timore che, per fortuna, è anche della maggioranza degli italiani: ad ogni sondaggio prevalgono i contrari all’invio di armi.

Con la parola “idioti” non intendo offendere nessuno. La uso nel suo significato etimologico autentico.

I greci definivano “idiotes” (“idiota”, “ignorante”, “inesperto”) tutti coloro che erano attenti solo al proprio particolare tornaconto, trascurando gli interessi comuni e il bene collettivo.

I pericoli che ci minacciano sono estremamente gravi. Nessuno di noi può permettersi di essere “idiota”.

Lavoriamo in tutte le forme possibili, individuali e collettive, perché quanto prima si giunga al negoziato e alla pace.

 

 

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