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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 22,15-21.

DiRedazione

Ott 18, 2020

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 22,15-21.

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva ridotto al silenzio i sadducei, ritiratisi, tennero consiglio per vedere di coglierlo in fallo nei suoi discorsi.
Mandarono dunque a lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità e non hai soggezione di nessuno perché non guardi in faccia ad alcuno.
Dicci dunque il tuo parere: E’ lecito o no pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché mi tentate?
Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro.
Egli domandò loro: «Di chi è questa immagine e l’iscrizione?».
Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».
Traduzione liturgica della Bibbia

San Claudio La Colombière (1641-1682)

gesuita

Riflessioni cristiane

Non fare il proprio dovere

Il buon ordine del mondo dipende dalla fedeltà di ognuno a compiere i doveri del suo stato. Tutto il disordine nasce dal non farlo. Sarebbe bello il mondo, se ciascuno facesse il suo dovere. E’ ciò che spesso non si fa, persino gente pia, e talvolta questi più di altri. E tuttavia non se ne scusano affatto. (…) Una persona che manca al proprio dovere, qualsiasi cosa faccia altrove, è una voce fuori luogo nell’armonia del mondo. (…) Quando si sceglie un ruolo, si guardano solo i vantaggi che vi si trovano, e non tutti i doveri. Mancare a questi doveri è ferire il prossimo. E siccome Dio ha a cuore molto più questi interessi che i propri, ne deriva che è più pericoloso non considerarli. (…) Facilmente si commettono queste omissioni. Con fatica ce se ne accorge e di conseguenza raramente si riparano. Sono peccati che si fanno non facendo nulla; non è un peccato che consiste in una cattiva azione e spesso è il seguito di un’opera buona. Omettendo il vostro dovere, dannate gli altri e vi dannate voi stessi; gli altri, perché non vi curate di custodirli nel loro dovere, voi stessi perché non compite il vostro.

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