L’autocelebrazione e la sovraesposizione mediatica a cui si è sottoposto fin dal suo insediamento il liquidatore del mercato è parsa alquanto anomala sia per il ruolo ricoperto, che per la inconsistenza delle dichiarazioni spesso rilasciate. Fino a risultare oggi, dopo le smentite dei diretti interessati finanche poco veritiera. E’ evidente che la presenza di oltre 10 contagi all’interno della struttura, asintomatici e in quarantena volontaria, esprime un focolaio importante che obbligherebbe i soci ad alzare il livello di guardia ed i controlli. Nella struttura infatti circolano migliaia di persone provenienti da ogni parte della Regione ed il tracciamento in tali condizioni è pressoché impossibile, con una possibile diffusione del contagio a macchia di leopardo anche in altri comuni. Ecco perché anziché correre in televisione il liquidatore doveva dare risposte meno fumose ed essere concretamente vicino ai concessionari e alle ccoperative di facchinaggio. Va dato atto però, che seppure con ritardo e dopo varie sollecitazioni nel pm verranno sanificati gli spazi interni alla struttura, mentre sabato scorso erano stati sanificati gli uffici della direzione . Inutile dire che il buon senso unito ad una visone attenta e lungimirante, avrebbe dovuto indurre il liquidatore a cogliere l’occasione per sanificare anche tutti gli stand ,vista la presenza di un focolaio interno alla struttura Ciò avrebbe consentito di salvaguardare, realmente e non a chiacchiere la salute di operatori e visitatori. Agli operatori commerciali non è andata giù invece l’ennesima sventolata di cose normali fatte passare come eccezionali. Eppure tra 60 gg dovrebbe chiudersi la liquidazione, stando alle richieste unanimi dei soci nell’ultima assemblea. Richieste a cui sembra essersi accodato anche il neo sindaco di Pagani che si è espresso, nonostante le pressioni di qualcuno della sua maggioranza, per un celere ritorno alla normalità. Nel frattempo si dovrebbe avviare l’iter procedurale per mettere a norma i locali ex Mps che necessitano di evidenti lavori di adeguamento strutturale e normo-sanitario essendo ad oggi in uno stato di degrado e privi di qualsiasi requisito minimo necessario per ospitare al loro interno una struttura sanitaria quale l’Usca.
Chi deve farlo il comune o il consorzio detentore del bene ? Ovviamente previo parere favorevole della Regione Campania.





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