Centosessanta vittime, cinque Comuni colpiti, 154 edifici distrutti, 397 edifici inagibili, 126 edifici parzialmente agibili, e una scia di polemiche e di inchieste giudiziarie che ha segnato la storia della protezione civile in Italia. Si torna a parlare dell’alluvione di Sarno, la terza in ordine di grandezza accaduta nel nostro Paese nel secolo scorso, dopo i disastri del Vajont e della Val di Stava: sono passati infatti 24 anni da quella catastrofe, avvenuta tra il 5 e il 6 maggio del 1998.
Per lo sviluppo del sistema di protezione civile in Italia, gli eventi del maggio ‘98 hanno avuto un’importanza paragonabile al terremoto in Irpinia. Quella tragedia fu uno spartiacque storico. Sarno ha avuto un’incidenza fondamentale nello sviluppo della normativa in tema di difesa del suolo.
Al Convegno svoltosi al Teatro De Lise si è fatto il punto su cosa è cambiato, in questi ultimi ventiquattro anni, in tema di contrasto al dissesto idrogeologico. Sulla spinta dei tragici eventi del ’98, furono adottati una serie di provvedimenti, a cominciare dal cosiddetto “decreto Sarno”, che hanno permesso al sistema della protezione civile di uscire dalla mera logica della gestione post-evento, puntando sulla previsione e la prevenzione.
Gli eventi franosi che colpirono i Comuni di Sarno, Quindici, Bracigliano, Siano e San Felice a Cancello, hanno rappresentato un momento di presa di coscienza nazionale rispetto alla fragilità e alla vulnerabilità del territorio italiano. Grazie al lavoro svolto dalle Autorità di Bacino, attivate a seguito di quella tragedia, oggi si dispone di una mappatura completa delle aree a rischio idrogeologico presenti nel nostro Paese.
Ed è per questo che il Comando dei Vigili del Fuoco di Salerno, d’intesa con il Sindaco di Sarno, Dott. #GiuseppeCanfora, e l‘Ordine degli Ingegneri di Salerno, ha organizzato, nella giornata di oggi, un Convegno sul tema “Il Piano Comunale di Protezione Civile – Strumento dipianificazione e supporto alle attività di soccorso”, a cui sono intervenuti il Prefetto di Salerno, Dott. #FrancescoRusso, il Vice Presidente della Regione Campania, On. #FulvioBonavitacola, il Presidente della Provincia di Salerno, Ing. #MicheleStrianese.
Al centro del dibattito, dopo i saluti istituzionali del Sindaco Giuseppe Canfora, la tragedia del 5 maggio 1998 con le testimonianze di Roberto Robustelli, salvato dal fango dopo tre giorni, e di Simone Caiazza, che in quelle ore drammatiche perse l’intera famiglia, e di Vincenzo Luordo, funzionario dei Vigili del Fuoco in congedo, che ha ricordato il sacrificio del Vigile del Fuoco Marco Mattiucci morto a seguito delle gravissime ferite riportate durante i soccorsi nella frazione di Episcopio.
E’ stata la volta poi dell’Ing. Valerio Musco e della Dott.ssa Francesca Del Sorbo che hanno illustrato il Piano di Protezione Civile del Comune di Sarno, a cui ha fatto seguito l’intervento del Vice Prefetto Dott. Vincenzo Amendola. L’Arch. Rosa D’Eliseo, Comandante dei Vigili del Fuoco di Salerno, ha invece illustrato le attività di soccorso di Protezione Civile spiegando cosa è cambiato dai tragici eventi del 5 maggio 1998 ad oggi.
Da Sarno in poi è nato un nuovo sistema di allertamento di Protezione Civile: come ha spiegato il Dott. Italo Giulivo, Direttore Generale Lavori Pubblici e Protezione Civile della Regione Campania, è diventato un modello nazionale.
Della messa in sicurezza del territorio dai rischi idrogeologici hanno parlato gli Ing. Gabrielli Petrocelli e Daniela Giaffrida, mentre sulla digitalizzazione del Piano di Protezione Civile e la gestione interattiva dell’emergenza è intervenuta l’Ing. Carmen Troncone. Il dibattito si è arricchito delle testimonianze della Geologa Vera Corbelli, Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Medidionale, dell’Ing. Emanuele Franculli, Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco, dell’Ing. Marco Chimenti, Direttore Centrale per l’Emergenza, Dipartimento Nazionale dei Vigili del Fuoco, dell’Ing. Raffaele Tarateta, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Salerno.