Il COMUNICATO  DEL GRUPPO CIVICA PER CASTEL SAN GIORGIO

“E’ di qualche giorno il post autocelebrativo della nostra (???!) sindaca sul lavoro eccelso che l’assessore Domenico Rescigno ha realizzato per rendere il nostro cimitero all’altezza, dove è stata riqualificata la cappella comunale presente all’interno del cimitero. Noi del Gruppo Civica per Castel San Giorgio siamo esterrefatti di cotanta superficialità e di mancanza di rispetto non solo verso i cittadini ma anche verso i defunti per quanto sta avvenendo in queste ore. Cara Sindaca i mercatini di Natale si fanno da un’altra parte. Ma quale mente geniale ha partorito l’idea di posizionare le bancarelle all’interno del civico cimitero per la riscossione dei canoni delle luci votive.?
Nessun rispetto nemmeno per i cari defunti, quello che una volta era considerato il luogo del rispetto, del silenzio e dell’eterno riposo è stato trasformato nel peggior mercato del pesce rionale; lunghe file rumorose si accalcano all’ingresso del civico cimitero aspettando impazienti il loro turno. A parte un esposto che sarà rivolto a breve all’Amministrazione Comunale chiediamo con forza la rimozione immediata di quei banchetti, l’utilizzo dell’ufficio all’interno del cimitero, luogo più consono per provvedere a tali adempimenti ed accogliere l’utenza e di poter valutare l’uso temporaneo del chiosco collocato di fronte al cimitero.”

 

RIPORTIAMO ANCHE  L’AGGIUNTA DEL RESPONSABILE COMUNICAZIONE GIANFRANCO LARI: “In qualità di giornalista pubblicista iscritto all’Ordine (in regola con le quote associative), esprimo vivo disappunto per la rimozione sul quotidiano on line, di un comunicato stampa del Gruppo Civica per Castel San Giorgio del quale mi onoro essere l’addetto stampa. Il comunicato in questione riprende quanto tra l’altro pubblicato sulla pagina facebook del Gruppo in merito alla questione del pagamento delle luci votive nel Cimitero di Castel San Giorgio.
Giusto per ricordare e prendo a prestito quanto è pubblicato su Wikipedia alla parola CENSURA
La censura è il controllo della comunicazione da parte di un’autorità, che limita la libertà di espressione e l’accesso all’informazione con l’intento dichiarato di tutelare l’ordine sociale e politico. Il culmine della mentalità e dell’attività censoria si raggiunge nel Novecento. Nella maggior parte dei casi si intende che tale controllo sia applicato nell’ambito della comunicazione pubblica, per esempio quella per mezzo della stampa o altri mezzi di comunicazione di massa.”