Cara bolletta ti scrivo, così mi distraggo un po’…(parte 1)

Il rincaro delle bollette spaventa: il mondo produttivo, che avrà un significativo incremento dei costi di produzione; il mondo terziario, che dovrà adeguarsi a ridurre i consumi; le famiglie che subiranno l’incremento dei costi di produzione e dovranno “preoccuparsi” di ridurre al minimo i consumi energetici.

La crisi energetica è un problema europeo, l’Italia è soltanto un tassello di un puzzle molto più articolato e complesso.

 

Come si nota dal grafico (fonte ISPI), in Italia, il prezzo netto dell’elettricità per l’industria a gennaio 2022 è stato: 225 euro per MegaWattora, inferiore solo alla Spagna; un anno prima, marzo 2021, in Italia, 60 €/MWh.

Al netto degli importi assoluti dovremmo focalizzare la nostra attenzione sul fatto che, aumenti o meno, abbiamo il costo dell’energia tra i più alti d’Europa e, di conseguenza, anche l’aumento.

Il costo stimato per la bolletta energetica italiana per il 2022 potrebbe superare addirittura i 40 miliardi di euro. Per un confronto rapido: il Ministero competente ha destinato alla transizione ecologica circa 35 miliardi…ci siamo giocati il PNRR.

Ma perché c’è questo aumento? La risposta è nota a tutti, ormai, c’è stato un fortissimo incremento del prezzo del gas. Le cause sono molteplici:

  • 2021: una ripresa economica straordinaria, molto più rapida del previsto, post lockdown ha fatto aumentare esponenzialmente la domanda delle materie prime;
  • 2022: la Russia, per ragioni abbastanza note a tutti, ha ridotto le forniture di gas fino al 40%

E non occorre una laurea in economia per capire che se la Offerta di un prodotto diminuisce, a fronte di una Domanda costante o in aumento, il Prezzo aumenta…ed aumenta a piacimento di chi ha il prodotto che cerchi.

 

 

Ma perché l’Italia ha subito un maggior rincaro ed è tra i Paesi con i costi maggiori? La risposta è tutta nel grafico successivo (fonte ISPI). Tra tutti i paesi Ue, l’Italia è il paese che più fa ricorso al gas naturale.

 

L’Italia non ha una quota di produzione da nucleare, la Francia ad esempio soddisfa i 2/3 del proprio fabbisogno nazionale con il nucleare, che ha sostituito con fonti fossili.

E se da un lato l’Italia appare il Paese più virtuoso in termini ambientali, con più rinnovabili della Francia e utilizzando, principalmente, fonti fossili con minori emissioni (gas), è troppo elevata la “dipendenza” da forniture esterne.

A parità di picco di energia necessaria, in pratica, noi abbiamo bisogno del doppio del gas.

La tassazione…altro fattore da non sottovalutare.

 

I prezzi finali, quindi, risultano, per l’Italia, essere i più alti d’Europa.

Questo si tradurrà in uno scenario di questo tipo: quando il Governo sarà costretto ad intervenire, in parte lo ha già fatto, il costo di tale intervento sarà il più alto tra i Paesi UE. Costo che sarà sottratto sicuramente ad investimenti e, l’Italia, ha bisogno come l’ossigeno di investimenti strutturali.