Il Teatro Dei Dioscuri torna in scena con l’atto unico”Il Vicolo” di Raffaele Viviani, preannunciando l’inizio del nuovo anno di laboratorio teatrale, a cura di Antonio Caponigro ed Emiliano Piemonte

 

 

 

Ieri sera presso l’Auditorium dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Palatucci” del Quadrivio di Campagna è andato in scena lo spettacolo teatrale “Il Vicolo” di Raffaele Viviani, che omaggia il celebre autore napoletano a 71 anni dalla sua scomparsa. Questo testo teatrale, scritto nel 1917, ha un altissimo valore emblematico, perché è il primo atto unico elaborato da Viviani dopo l’esperienza del Varietà e rappresenta il passaggio dal numero alla commedia.’O vico andò in scena per la prima volta il 27 dicembre 1917 al Teatro Umberto di Napoli (Viviani vi interpretava ben tre ruoli: l’Acquaiuolo, il Guappo innamorato e lo Spazzino). In questo atto unico del 1917 domina un tema che ricorre spesso nel teatro di Raffaele Viviani: la disoccupazione. Questo tema, già presente nelle prime macchiette vivianee (‘O Mariunciello), appare chiaro in ‘O vico, dove si contrappongono personaggi di diverse fasce sociali, ma tutti oppressi dal problema della ricerca di un posto di lavoro. Viene fuori l’immagine di una Napoli sofferente, povera, amara e misera. Qui il realismo di Viviani è indiscutibilmente crudo.
La commedia è ambientata in un vicolo napoletano, con la sua miseria ed i suoi bassi. Vi compaiono dodici personaggi, che sono solo alcuni dei tipi più significativi ed originali del teatro di Viviani: Mastu Rafele, il ciabattino in miseria, con la moglie Rachele, giocatrice del lotto; i due innamorati (Prezzetella, ‘a capera e l’Acquaiuolo) che sperano un giorno di potersi sposare; Donna Nunziata, ‘a cagnacavalle; Totore, ‘o guappo ‘nnammurato; lo Spazzino e Ferdinando, ‘o cane ‘e presa.
Protagonisti della commedia la Compagnia del Teatro Dei Dioscuri. La storia ambientata appunto in un Vicolo di una Napoli storica, si sviluppa con pochi elementi scenici e una semplice fontana centrale, caratterizzante. Una performance che scandisce l’inizio del nuovo anno laboratoriale per il Teatro Dei Dioscuri.

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