Capodanno è ogni giorno. Ripartire, rimettersi in gioco. Ma avere delle scadenze, delle ritualità, dei momenti collettivi per farlo è necessario e consolante. Il 22 gennaio si apre il Capodanno cinese, ‘Chun Jie’, la Festa di Primavera, che coincide con la seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno che rilancia oltre le difficoltà nel rifiorire della vita. L’anno 2023 è legato al coniglio, animale dolce e incisivo per la visione cinese. Il festeggiamento in Cina dura due settimane e, sebbene riguardi culturalmente l’oriente, sempre più nel mondo si partecipa al festeggiamento insieme ai cinesi delle varie città. Un momento di integrazione e di dialogo, un momento di conoscenza e di approfondimento.

FESTEGGIAMENTI  A NAPOLI
Anche quest’anno il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ha ospitato la festa dell’ultimo giorno dell’anno. Riempendo le sale del piano terra di laboratori che permettevano di lavorare dall’intaglio della carta alla calligrafia, come anche sedute di Tai Ji Quan a cui ha partecipato anche il direttore del MANN Paolo Giulierini, concerti con strumenti originali, insomma un piccolo viaggio per avvicinarsi al mondo orientale con sapienza, grazie all’aiuto dell’Istituto Confucio, collegato all’Orientale di Napoli. Oltre la location il Mann coglie l’occasione di esporre un leprotto proveniente da Ercolano antica, nascosto fino ad ora nel deposito Sing sing. Immancabili anche cibo e sapori , è stata prevista, infatti la preparazione assieme nella Galleria Principe di Napoli dei jiaozi, i tipici ravioli cinesi che non possono mancare in tavola alla vigilia di Capodanno.

Proprio nella Galleria si è aspettata la mezzanotte cinese (ore 17). E’ stato organizzato un momento istituzionale con il professor Cheng Hongjin la professoressa Paola Paderni, la professoressa Valeria Varriano direttori del Confucio che hanno augurato un anno splendido e offerto le diverse attività gratuite. Mentre il professore Augusto Guarino, prorettore vicario dell’Università di Napoli l’Orientale ha ricordato che il legame con la Cina è alla base della nascita della stessa istituzione universitaria. Presente anche il comune di Napoli con l’assessore allo sport e alle pari opportunità Emanuela Ferrante  sopraggiunta allo scadere della mezzanotte cinese.
Dopo il conto alla rovescia la festa è iniziata con la rituale danza del leone dell’Accademia Hak Fu Jow, allo spettacolo diTai Ji Quan dell’International Wu Xing Kung Fu, alla danza degli ombrelli e al coro dell’Associazione Ciao Cina.

BUON ANNO DEL CONIGLIO
Dopo dodici anni, come dodici sono gli animali- segni, il Coniglio torna protagonista. Lo era stato l’ultima volta nel 2011  e poi a ritroso nel 1915, 1927, 1939, 1951, 1963, 1975, 1987 e 1999. Per i cinesi infatti conta molto l’anno in cui si nasce e le caratteristiche del carattere di quel segno variano a seconda dei quattro elementi che si incrociano nei vari periodi. Questo è l’anno del coniglio d’acqua. Insomma come tutti gli ‘oroscopi’ le interpretazioni sono varie.  Di base il Coniglio, nello Zodiaco cinese, è il segno di un animale tranquillo, gentile ed elegante, simbolo di “responsabilità” e ”fortuna”, con sfumature che cambiano.

Una cosa però, va detta. L’anno che corrisponde al proprio segno, non è un anno fortunato, ma un anno importante, di cambiamenti. Un anno che ha delle criticità da risolvere e che presenta delle occasioni da abbracciare. Per questo porta fortuna il colore rosso che va assolutamente indossato. Una vita che si vive dunque, che si rilancia, che va protetta. Guardando al futuro, non si può che augurare a tutti Buon anno cinese!