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Bosnia Express, il film diretto da Massimo D’orzi distribuito da Luce-Cinecittà, a trent’anni dall’inizio delle guerre nella ex-Jugoslavia restituisce con testimonianze visive cariche di forza poetica, storie, luoghi, voci, tragedie e rinascite, la storia di terre che hanno vissuto il più grave fatto di armi recente avvenuto nel nostro continente.

Quella guerra vicinissima a noi e che rapidamente è stata relegata a fatto storico passato, mentre è anche da quei fatti e quelle storie che nasce l’Europa che vorremmo unita, e che per le stesse ragioni che causarono la guerra troviamo spesso divisa.
Già presentato e applaudito al recente Trieste Film Festival e al Festival Visioni dal Mondo di Milano, il documentario ha iniziato un tour nelle sale italiane il 1 febbraio, riscuotendo sinora una insolita attenzione di pubblico, nonostante il periodo di incertezza che stiamo vivendo.  La prima napoletana al cinema Filangieri, in programma il 21 marzo alle ore 20:00, vedrà protagonnisti le produttrici Marta Bifano e Francesca Pedrazza Gorlero, la montatrice Paola Traverso e  il regista Massimo D’orzi, che incontreranno il pubblico per raccontare le tante storie e i risvolti di un reportage poetico che ha l’urgenza della memoria e della bellezza.

Avidità di potere, fanatismi religiosi, volontà politiche travestite da valori e tradizioni, sono raccontati nel film, ma non direttamente e cronachisticamente. Al centro del film sta invece la vita dove pareva non ci fosse più che morte: protagoniste sono le donne, le prime vittime dei conflitti, qui invece al centro di espressioni vitali, artistiche. Nessuna guerra ha un volto di donna, si dice nel film, mentre assistiamo a una vita che riprende piano, con sofferenza e dignità, il suo posto in città che si chiamano Sarajevo, Srebrenica, Mostar, e quasi come sottofondo ci arrivano i nomi di fuoco di Milosevic, Mladic, Tudjman… E ancora, dalla voce delle immagini sappiamo che la vera immagine di una guerra, quella che più ferisce, non è la morte, ma la vita. Bosnia Express ce lo conferma appieno, quando vediamo volti magnifici di donne unite in un coro presso la stazione di Tuzla, giovani ballerine classiche, gruppi punk-rock che cantano un’indipendenza su paesaggi meravigliosi che la storia ha voluto far crollare. Il film indaga sotterraneamente le cause, e la sua più profonda denuncia è che in questi luoghi non smette di brillare un’inesausta bellezza.

Tratto liberamente dal libro “Bosnia Express” di Luca Leone – Infinito Edizioni.

 

Prodotto da Marta Bifano, Francesca Pedrazza Gorlero – Loups Garoux Produzioni
Paola Traverso, Massimo D’orzi – Il Gigante
In associazione con  Luce-Cinecittà

Con Clio Bosiglav, Eva Tomat, Amina Moćević, Amina Hodžić, Nikolina Vujic, Kanita Focak, Sara Lazar, Ansambl Iskre of Tuzla

Montaggio Paola Traverso
Assistente alla regia Ado Hasanović
Direttore della fotografia Armin Karalić
Suono di presa diretta Adriano Alampi, Luca Bertolin e Kenan Hadžimusić
Assistente alla produzione Jessica Incorvaia

Distribuzione Italia: Luce-Cinecittà
Vendite internazionali RaiCom

Durata: 70’
Formato: DCP
Nazionalità: Italia

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