Angri, strategia politica in vista per evitare la caduta dell’amministrazione ? Lo scenario in vista del voto in consiglio

0
220

comuneangriAgostino Ingenito. Sarebbe pronta una strategia politica per evitare che il sindaco Mauri e la sua amministrazione non abbia i numeri in vista della riunione del consiglio comunale che deve approvare il bilancio di previsione. La mancata approvazione porterebbe ad un immediato intervento della Prefettura che constatata l’impossibilità di avere una maggioranza qualificata per votare l’importante provvedimento ne sancirebbe la sospensione con relativo scioglimento del consiglio ed invio dei commissari prefettizi. Corre un rischio alto dunque l’amministrazione comunale del sindaco Pasquale Mauri eletto circa tre anni fa e in scadenza nel 2015. Ma vi sarebbero alcune manovre  che di politico sembra non averne neppure il cappello ma dettate solo da mera opportunità dei soliti noti. E non si esclude che  Mauri e i suoi sostenitori passino in blocco nel centrodestra. Una mossa che sarebbe garantita anche dalla scomparsa del Pdl dopo la scissione effettuata a livello nazionale. Ma come potrebbe essere lo scenario? Un passaggio tecnico in Forza Italia e dunque con l’ala di Mara Carfagna, che ha riferimenti importanti nell’Agro con il sindaco di Scafati Pasquale Aliberti?. E’ una delle voci che sta prendendo corpo. Dall’altra parte c’è il gruppo che fa capo al senatore Esposito, vicino a Schifani e che ha scelto Alfano e i filo governativi che pure potrebbero garantire un sostegno in vista di un rimescolamento di carte nella giunta. Ma considerato l’istrionismo di Mauri non si potrebbe escludere la provocazione di un passaggio più in linea con le tendenze primarie dell’ultimo Pd che pure numerosi ammiccamenti fa al sindaco accentratore. In effetti a molti ad Angri preoccupa una caduta di Mauri. C’è da approvare il Puc quel piano urbanistico comunale che fa gola a tanti  tra imprenditori e soprattutto i soliti consulenti considerato che vi sono in palio nuove possibili lottizzazioni e costruzioni. Mauri ha dunque un’arma su cui puntare e poi possiede una serie di reti non manifeste pubblicamente ma note nello scacchiere politico cittadino, da sempre legate ad una vecchia e consolidata nomenclatura che non ha mai veramente abbandonato il campo ma che pare si stia ulteriormente rafforzando in funzione di rinnovati interessi. Insomma una partita locale in cui i partiti nazionali fungono solo da cappelli per la bisogna. C’è anche da dire che la minoranza pare non abbia garantito realmente una posizione oltranzista e di netta  chiusura il che testimonierebbe che nuovi soccoritori sono alle porte dopo l’exploit di Ferrara che con la lite prima, le dimissioni forzate del figlio assessore poi pare avere il dente avvelenato ma che potrebbe rivelarsi comunque nuovamente stampella alla bisogna… Ferrara non è certo un autonomo politico, il suo padrino è Clemente Mastella, leader dell’intramontabile Udeur, partito dello stesso Mauri che prima di approdare per opportunità al mediano Udc, ne era stato vivace assertore.  E l’ex guardasigilli del defunto governo Prodi è ancora per poco europarlamentare in quota Pdl alias centrodestra berlusconiano. C’è la partita delle europee nella prossima primavera e vanno garantiti sostegni. C’è poi il “grande vecchio”  da Nusco che certo ha già ricevuto informazioni sulla vicenda Angri. Insomma la partita si gioca come sempre al centro, e pure le sortite di Mauri con intenzioni verso un Pd attualmente ufficialmente fuori dal consiglio seppur con due esponenti come Ferraioli e Recussi non pare certo essere una distanza insormontabile in termini di possibili sostenitori in forza del salvataggio di un’amministrazione comunale che pare in prima battuta, seppur con una giunta quasi di comodo e a corollario dell’onnipresente Mauri, avesse avuto l’olio santo per predisporre progetti faraonici ma che sembra essersi arenato persino per l’elaborazione di progetti di piccolo cabotaggio. Le cosidette spine nel fianco di Mauri come la presa di posizione del capogruppo Udc Galasso paiono bazzeccole,  considerato che già in altre occasioni gli estremismi di Galasso si sono immediatamente sciolti al sole in forza di auspicabili corsi di  informazione politica. Insomma pare proprio che Mauri possa riuscire a mantenere il suo ruolo che ben gli piace di baldanzoso anche se tutto certo non è già scritto. Se  è vero che in molti non hanno alcuna intenzione di sottoscrivere lettere di dimissioni e sfiducie è anche vero che nuovi fronti politici antagonisti si stanno consolidando. La forza propulsiva del sindaco Mauri pare in parte sgonfiata, ci hanno pensato le tante difficoltà incontrate e un’azione di governo non sempre all’altezza di quanto prospettato. I cosidetti dissidenti hanno mantenuto la posizione di scontro anche se non sono mancate delle astensioni in alcuni consigli comunali su provvedimenti ritenuti di “profilo” anche se gran parte dei problemi della cittadina restano tali ed anzi paiono acuirsi. Se ci si aggiunge la poca capacità di autentica indipendenza dei consiglieri comunali di maggioranza che cercano di galleggiare, considerato le concrete difficoltà a garartirsi una possibile rielezione e il periodo di vacche magre che non consente di porre al rialzo posizioni ma di accontentarsi anche di semplici “regalie politiche”, il quadro pare chiaro. Ma vuoi vedere che alla fine Mauri debba preoccuparsi più dell’autonomia intellettiva a tempi alterni di parenti politici piuttosto che della sua opposizione di facciata? Certo è che la figura di Mauri che dovrà fare comunque dei compromessi ne risente come pure le concessioni che probabilmente dovrà effettuare. Un indebolimento che alla lunga potrebbe portare alla stessa fine di altri suoi predecessori. Non siamo più come in campagna elettorale, quando misurarsi con il nemico Cirielli portava sostegno e a Mauri tocca rendicontare l’azione svolta, non possono bastare le promesse di progetti che seppur conditi di buone intenzioni non troveranno la luce a breve. La crisi economica alimenta poi ulteriormente la sfiducia come pure la difficoltà di reperire risorse economiche. La sentenza del Consiglio di Stato che smonta in parte la pretesa milionaria di introitare tributi dalle aziende conserviere e industriali “violate” dalla manus Soget, rivelatosi una spada di damocle e ormai in scadenza, come pure le tasche vuote di migliaia di cittadini rende tutto più difficile come pure l’insoddisfazione di molti che pure si aspettavano risposte che Mauri sembra aver eluso. Insomma non tutto si può dare per scontato e ciò che potrebbe apparire scontato per un profano non lo è per chi conosce la rete che anima le serate e notti angresi dove ai basoli di Piazza Doria si sostituiscono poi i salotti e circoli neanche tanto lontati dalla piazza dei soliti noti interessati probabilmente a mantenere persino un sindaco indebolito e manovrabile piuttosto che arrendersi all’evidenza di una comunità che in parte distratta piace assistere dal balcone o dallo spiffero velato  del non detto piuttosto che rivelare posizioni e scelte molto spesso troppe mediate e ambigue e decisamente poco indipendenti. Se poi ci si aggiunge che ad occuparsi di politica attiva sul territorio  sono davvero pochi, a parte elitarie azioni di radical chic che sanno tanto a volte di mere attività di circolo culturale, pare difficile considerati blocchi inossidabili di contrasto. Come al solito ad Angri basterà solo limitarsi alla lettura distratta della locandina tanto prima poi qualche fesso che si è letto l’articolo c’è e magari ci fa pure il riassunto che meglio ritiene utile.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here