Sul posto, lungo il Canale San Tommaso dove confinano i terreni, sono tornati il Comando della Polizia Locale nella persona della Comandante Anna Galasso, il Vicesindaco Antonio Mainardi, l’Assessore all’Ambiente Maria Immacolata D’Aniello e Gianluigi Losco dell’U.O.C. Ambiente, la Gori, i tecnici del Consorzio di Bonifica e la ditta che dovrà seguire i lavori e il Responsabile dell’Ufficio Ambiente.

A seguito del primo sopralluogo avvenuto Giovedì 18 Agosto, e accertato che il problema non riguarda la rottura degli argini del canale ma l’intasamento di un tratto dovuto al deposito di detriti e materiale, si è proceduto a firmare l’ordinanza necessaria per richiedere l’intervento della GORI, che

“in qualità di ente competente delle opere che interessano il tratto di argine del Canale San Tommaso suindicato, dovrà provvedere, a proprie cura e spesa, immediatamente e, comunque, non oltre quindici giorni dalla notifica del presente provvedimento, alla esecuzione delle opere di ripristino della funzionalità del tratto di canale in questione al fine di garantire la messa in sicurezza da allagamenti; in mancanza si avvisa che il Comune si riserva di agire in danno.”

Tutta la documentazione è stata dopodiché inviata dalla Comandante Galasso alla Procura di Nocera Inferiore, alla Centrale Operativa della Protezione Civile Regione per il supporto tecnico, oltre che restare sempre in contatto con tutti gli organi istituzionali coinvolti.

Per quanto riguarda la difficile situazione dei campi invasi dalla melma come conseguenza dell’innalzamento del canale San Tommaso, è stato inoltre evidenziato che i terreni non osservavano la “fascia di rispetto” necessaria dal canale e richiesta dal Consorzio di Bonifica.

Difatti proprio stamattina la Polizia Idraulica ha richiesto all’anagrafe comunale i nominativi e i dati dei soggetti individuati attraverso le particelle catastali, che dovranno eventualmente rispondere di sanzioni amministrativa/reati che in alcuni casi sono di natura ambientale.

Nei prossimi giorni è atteso il sopralluogo dell’ARPAC (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale in Campania) per ulteriori verifiche.