Angri, la vicenda Princes, tra ipocrisie e paradossi. L’editoriale del direttore Agostino Ingenito

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La distanza tra Angri e Foggia è di 176 chilometri. Più o meno la metà di distanza prevista per chi, tra i beneficiari del reddito di cittadinanza, come previsto dal decreto, si ritroverebbe a percorrere se accettasse obbligatoriamente la terza offerta di lavoro che prevede di superare i 250 km dalla propria abitazione di residenza. Appare dunque discutibile che la deputata a 5Stelle Virginia Villani parli di una deportazione dei 55 dipendenti che giustamente stanno protestando per mantenere un posto di lavoro nella propria città pur sapendo forse più di altri le condizioni in cui si trova da tempo l’azienda dopo le tante ultime vicissitudini. Come pure appare contradditoria la posizione del Comune che da un lato ha già avviato le procedure per i lavori nell’ex area Mcm per trasformarlo in un parco urbano con quasi 200 alloggi privati e poi si batte per garantire la continuità di lavoro in una sede che da progetto dovrebbe essere smobilitata e con un cambio di destinazione. Anche l’opzione di una proposta di una sede alternativa all’attuale sembra effimera rispetto a scelte dell’azienda che certo non dipendono da una mera sede. Al netto della solidarietà ai lavoratori e agli impegni politici intrapresi, sulla pelle dei 55 dipendenti, già ex Ar Industrie Alimentari con sede legale a Foggia, pare vi siano diverse posizioni che non quadrano. E così a distanza di tanti anni si ritorna a parlare di crisi industriale per quel sito che invece aveva dato lavoro a migliaia di angresi e che fu consegnato per pochi spiccioli dall’Iri all’allora imprenditore Lettieri che in poco tempo decise la parola fine per quell’area. Il fatto è che in atto una delocalizzazione più che annunciata e nota. Una scelta aziendale che sta portando al trasferimento in quel sito di Foggia che secondo le intenzioni dell’allora proprietà era una succursale di cui pesano non poche diverse incongruenze e persino inchieste alla sua realizzazione alcuni anni fa. Come pure discutibili apparvero quelle fusioni aziendali che ora vedono la Napolina, società controllata dall’inglese Princes a sua volta al 100% proprietà di Mitsubischi, pretendere un trasferimento i chissà che altro. Succede che ad Angri, nella sede della gloriosa ex Mcm i 55 lavoratori impiegati e già in parte dipendenti dalla ex Ar Industrie Alimentari di Foggia, hanno poche chances di scelta. O tutti a Foggia entro il 1 marzo o licenziamento nelle forme previste. Ma andiamo con ordine. Il 27 novembre i dipendenti ricevono una lettera con la quale sono informati dell’imminente chiusura degli uffici di Angri e dello spostamento a Foggia entro il 1 marzo. Emergono malumori, le prime rivendicazioni sindacali e le riunioni al Comune ed infine la proposta di interrogazioni di alcuni parlamentari, al momento quella ufficiale della deputata M5S Virginia Villani. Che in una lettera ed in un suo intervento, a margine del vertice flop oggi in Prefettura, afferma “Siamo contrari alla delocalizzazione della Princes Ltd dall’Agro Sarnese Nocerino e non accettiamo che i dipendenti vengano costretti a scegliere tra famiglia e posto di lavoro. Sul caso Princes LTD di Angri ho presentato un’interrogazione al Ministro Luigi Di Maio: chiediamo di valutare posizioni alternative al trasferimento! Una “deportazione” simile rischierebbe di impoverire ulteriormente il tessuto occupazionale e produttivo dell’Agro Sarnese-nocerino” dichiara la deputata del MoVimento 5 Stelle Virginia Villani – “Siamo spiacenti dell’esito negativo di questo primo incontro, ma non ci fermeremo, infatti abbiamo chiesto già l’apertura di un tavolo di confronto presso il Ministero del lavoro e dello sviluppo economico, mentre continuiamo sul territorio anche insieme all’amministrazione di Angri a cercare soluzioni alternative ai trasferimenti”. La storia – La Princes Ltd è una multinazionale inglese controllata al 100 per cento dalla società Mitsubishi; ad oggi la Princes Ltd ha un fatturato di circa 2 miliardi di euro e dà lavoro a circa 7.000 dipendenti in tutta Europa; inoltre, gestisce circa 14 stabilimenti sparsi su tutto il territorio europeo e con isuoi marchi, tra cui Napolina è leader del mercato alimentare in Inghilterra;
nel 2012 l’azienda inglese decide di acquisire la Ar industrie alimentari srl di Foggia e il personale della
governance di Angri per fonderlo con il personale della società Napolina, già facente parte del gruppo
Princes e presente sul territorio angrese;
Nell’interrogazione della deputata si legge anche : “qualora i dipendenti, invece, dovessero accettare il trasferimento significherebbe in primis trasferire delle professionalità dal territorio di Angri a un altro territorio con annessa perdita di qualità ed eccellenza per l’intera città e comunità di Angri, inoltre significherebbe smembrare intere famiglia a causa di questo trasferimento. L’interrogazione rivolta al Ministro Di Maio è per avviare difatti un ennesimo tavolo al Ministero che continuano ad aumentare e che riguardano tanti territori italiani. Sembrano ormai lontani gli anni d’oro di Don Antonino Russo e delle sue scelte imperiose e a volte discutibili come assorbire e a volte chiudere aziende anche importanti del territorio, come pure strani assai i silenzi assordanti di chi in tempi diversi aveva gridato a gran voce, difendendo sinanche il campo di bocce o battendosi per la non transitabilità dei camion e tir in pieno centro cittadino. E’in atto dunque la fase due del progetto McM, e dopo la deportazione dei dipendenti tutto cambierà, accelerando quel mega progetto alla base di diversi appettiti ed oggetto di accordi e scontri politici gestionali. E quella fondazione intitolata all’ex patron che fine ha fatto? Si salvi chi può.

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