Cosa spinge in una caldissima domenica di luglio tanta gente di Angri a sfilare, mettere striscioni e protestare con una marcia che dall’Avagliana ha condotto la truppa fino alla sede comunale ? La rabbia, la voglia di dire basta, la possibilità di condizioni di vita e di ambiente decisamente migliori delle attuali. 

Il problema si trascina da troppo tempo, tante volte è stato messo in evidenza, mai risolto, solo promesse e timidissimi approcci d’intervento. Allora niente domenica di mare ma domenica di cittadinanza attiva e dolente allo stesso tempo. Non bastano gli stupri ambientali di pseudo-imprenditori che sversano illegalmente e impunemente (dove sono le istituzioni? Nonostante le nostre tante denunce?) nel fiume Sarno e nei suoi affluenti, causando morte da cancro e malattie neuro-degenerative, ma c’p anche l’immenso disagio di vederci allagare puntualmente in occasione dei primi 5 minuti di pioggia.

Le parole della protesta: “Per ora continuiamo nella scia della legalità, con una manifestazione pacifica e regolare, ma siamo pronti ad affondare il colpo  ad essere più incisivi e a farci “sentire” ancora di più e in modo più forte e meno ortodosso. Il Comitato per la Sicurezza e la Salute, costituitosi autonomamente da qualsiasi sigla partitica e politica, continuerà la sua opera di giustizia e di testimonianza, perché siamo stanchi di veder crescere questa grande ingiustizia, solo per il bene e per il portafoglio di “pochi eletti”! Su una cosa avete ragione, cari politici collusi e imprenditori a capo della loro gestione amministrativa: non siamo tutti uguali. Ed è per questo che vi diciamo, a gran voce: pigliatevi paura e chi nun ten nient! Ora “Ciat accis a Salut”… e noi ce la riprenderemo”