«Aiuto c’è un serpente all’asilo»:
la scuola chiama i soccorsi ma nessuno interviene.

E il rettile intanto è ancora lì,
ma nascosto.

Martedì verso le ore 13, all’istituto comprensivo di via Francesco Gentile 40, una collaboratrice scolastica ha dato l’allarme: un serpente piuttosto grande strisciava indisturbato nel giardino della scuola dell’infanzia dove ci sono circa 60 bambini.

La donna ha chiamato i colleghi, qualcuno ha anche fotografato il rettile e subito sono partite le richieste di aiuto.

Peccato siano rimaste inascoltate:
«Ho chiesto l’intervento di Polizia e Carabinieri, della Guardia Forestale e della Protezione civile , spiega la dirigente scolastica dell’istituto Gentile, a Cinecittà , ma sembrava che il problema non fosse di competenza di nessuno.

Non sapendo davvero più a chi rivolgermi, ho chiamato lo 060606 del Campidoglio e l’operatore mi ha fatto parlare con ufficio preposto.

La risposta che ho ricevuto è stata disarmante: mi è stato detto che potevo prendere io il serpente».

Una presa in giro in piena regola che, dopo tutte le telefonate andate a vuoto, ha fatto solo perdere tempo alla preside: «Intanto il serpente si è nascosto.

Lo hanno visto infilarsi in un tombino ma quel passaggio comunica con un altro giardino.

E, confinante con il cortile dell’infanzia, ci sono i cortili delle Medie e delle Elementari.

Per il momento nessuno esce in giardino». Le famiglie continuano a mandare i bambini a scuola, con la garanzia che però restano rigorosamente al chiuso.

Sono arrivati gli agenti del commissariato Romanina, anche per capire da dove potesse arrivare un rettile simile: «Non è certo una biscia».

E così la caccia al serpente va avanti, con l’amarezza legata al fatto che nessuno abbia ascoltato la richiesta di Sos dalla scuola.

«Non dobbiamo meravigliarci se poi molti cittadini non vanno a votare ,
ha commentato Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi di Roma , soprattutto tra i giovani.

Purtroppo abbiamo di fronte degli esponenti delle istituzioni che dovrebbero svolgere il loro lavoro, nel rispetto dell’interesse pubblico, e invece danno risposte di questo tipo, anche di dileggio.

Dire ad una scuola prendetelo voi è come dire arrangiatevi. È inammissibile, soprattutto lì dove ci sono dei bambini».

Di Jennifer Pagano

Giornalista Pubblicista Esperta di cronaca nera. Scrittrice.