Servizi sociali ko sul territorio. Debiti, incertezze e poca competenza zavorrano la nuova società consortile e intanto i cittadini non ricevono i servizi previsti. C’ attesa per un piano industriale che dovrebbe essere approvato la prossima settimana ma non mancano incognite ed incertezze. Avrebbe dovuto rappresentare la soluzione tecnica operativa per uscire dal pantano dell’ex ambito S1, a sua volta costola territoriale tra i comuni di Scafati, Angri, Sant’Egidio e Corbara,  nata a seguito del disciolto Piano di Zona dell’Agro.  Ma dall’avvio della sua istituzione, lo scorso fine ottobre, appare come un “non pervenuto”.  Eppure non erano mancate scintille tra le amministrazioni dei quattro comuni coinvolti per decidere sullo smantellamento dell’ex S1 per dar vita alla società consortile “Comunità Sensibile” . Un parto difficile: scegliere di costituire un organismo più agile rispetto all’ex modalità di unione dei comuni ed individuare la rosa degli amministratori di un ente che avrebbe dovuto avere ben altro sprint che la falsa partenza di questi mesi. Pur se legittimamente costituita, questa società appare zavorrata dal passato dell’ex ambito S1 e incapace di trovare proposte e soluzioni per garantire l’attuazione dei principi e obiettivi per cui era nata. Del tutto assente ed inefficace sinora il consiglio direttivo scelto e  composto dal presidente Pasquale Coppola ( su indicazione di Scafati e i consiglieri Massimo Attianese ( voluto da Sant’Egidio del Monte Albino  e Annalisa Galasso, individuata da Angri. Pesa l’incertezza politica del Comune capofila Scafati che a sua volta ha grosse difficoltà in relazione ai debiti cumulati dal disciolto subambito, la cassa era infatti in capo a Scafati che deve far fronte anche a mancati incassi di quote di alcuni dei Comuni aderenti ed una contorta gestione economica dell’ente. Va ricordato che con la gestione dell’ex subambito tutte le somme da incamerare o pagare passavano tra i conti del comune capofila. Solo Angri ha dichiarato lo scorso mese un debito che non era stato sinora contabilizzato di circa 600.000 mila euro. C’è un certo imbarazzo per questa situazione che coinvolge gli uffici comunali angresi mentre non va meglio a Scafati che tra incertezze politiche che pesano sulla gestione ordinaria e difficoltà gestionali, si trasforma più come un peso che opportunità per i comuni aderenti . Non sono passate inosservate le forti critiche avanzate dal capo dell’opposizione nel consiglio comunale scafatese. Ma non mancano problemi anche a Sant’Egidio del Monte Albino con una gestione dei servizi sociali ambigua . Sono ancora in corso poi una serie di contenziosi degli stessi Comuni e la voragine dell’ex Piano di Zona dell’Agro. E cosi il modello società consortile già avviato e sperimentato a Pagani con i comuni di Sarno, San Valentino e San Marzano sul Sarno, non riesce invece a decollare in questa parte dell’Agro mentre i cittadini lamentano la carenza di diversi servizi sociali. Le cooperative sociali affidatarie di alcuni servizi fanno fatica a reggere i tempi lunghi di pagamenti e in generale appare complicata l’assistenza ad incampienti e persone con diverse disabilità. Chissà se questa società consortile riuscirà ad avere uno scatto d’orgoglio e lanciare le attività o come qualcuno sussurra, vi potrebbe essere il rischio di un’implosione politica che possa condurre addirittura la Regione a disporre un commissariamento.

 

 





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