E’ il bilancio dei controlli messi a segno dai militari del Comando per la Tutela ambientale nei confronti delle aziende operanti nelle aree attraversate dal fiume Sarno. I militari sono entrati in azione a Sarno e Pagani.

A Sarno i carabinieri ambientali hanno scoperto nell’area industriale un impianto di recupero di rifiuti speciali non pericolosi. E’ stata rilevata la presenza di consistenti cumuli di rifiuti speciali all’interno di un’area non autorizzata di circa 2mila metri quadri su cui erano stoccate circa 700 tonnellate di miscele bituminose, rifiuti da demolizione e terre da scavo. Il tutto è stato posto sotto sequestro. Il titolare dell’impresa, un 68enne di Nocera Inferiore, è stato denunciato per il reato di attività di gestione di rifiuti non autorizzata.

A Pagani i controlli hanno interessato un impianto di recupero e riciclaggio di cascami e rottami metallici. I carabinieri hanno rilevato la presenza di circa 35 tonnellate di rifiuti speciali costituiti da metalli ferrosi, apparecchiature fuori uso, ferro e acciaio e imballaggi in materiali compositi, stoccati illecitamente e in modo incontrollato in un piazzale scoperto ed esposti agli agenti atmosferici. L’area di circa 400 metri quadri è stata sequestrata. Denunciato un uomo di 34 anni di Pagani.

I controlli scaturiscono dall’attività della procura della Repubblica di Nocera Inferiore che ha impresso una poderosa accelerazione sul contrasto ai reati ambientali nell’area del bacino idrografico del fiume Sarno. Le attività sono coordinate dal procuratore Antonio Centore. Il blitz era stato predisposto dai sostituti procuratori Anna Chiara Fasano e Claudia Colucci.