Nel suo nome è già racchiusa la promessa di un cambiamento. Si chiama “Change” il progetto (cofinanziato dalla Regione Campania) che consentirà ai ragazzi interessati dallo spettro autistico di interagire con il mondo esterno attraverso l’arte. L’Associazione Autismo fuori dal silenzio (Afs) e il Museo Didattico della Fotografia (Mudif) di Sarno, in collaborazione con l’associazione “Amici di Genny” di Pagani, stanno lavorando per fare sì che la fotografia diventi veicolo privilegiato dei ragazzi autistici instaurando un dialogo con la realtà che li circonda.

Da ottobre si terranno una serie di incontri tra i responsabili dell’Afs e i responsabili del Mudif per impostare una serie di attività esperienziali sulla fotografia.

«Il progetto vuole essere uno strumento operativo concreto di impegno per l’inclusione sociale, uno strumento di innovazione, capace di influenzare positivamente il territorio e la comunità nel promuovere una cultura di cittadinanza attiva dove possano ricoprire un ruolo attivo anche le persone disabili» ha spiegato la sociologa Marianna Arpino. Pensiero rafforzato dal presidente dell’associazione Autismo Fuori dal Silenzio, l’architetto Alfonso D’Angelo: «L’associazione, proprio perché costituita da genitori di bambini autistici, vuole offrire un sostegno concreto ai ragazzi che manifestano tale problematica in età scolastica e prescolare, aiutandoli a crescere e diventare autosufficienti, offrendo un servizio gratuito di attività pomeridiane in cui i ragazzi, rispettando i loro limiti personali, acquisiscano la consapevolezza di poter essere autonomi e siano in grado di prendere decisioni, dedicando uno spazio di confronto anche ai genitori».

L’idea nasce dall’Afs, la cui sede si trova negli spazi confiscati alla mafia e messa a disposizione dei ragazzi con disturbi dello spettro autistico. Con Change l’associazione Afs intende consolidarsi quale centro di servizi e di attività per l’autismo, con un’offerta differente e con una maggiore attrattiva, attraverso non solo laboratori ludico ricreativi ma anche e soprattutto attraverso laboratori di fotografia e incontri in cui si potrà sperimentare una realtà virtuale. Il percorso intende colmare un vuoto, vista l’assenza sul territorio dell’Agro nocerino sarnese di strutture che offrono servizi differenti e più in linea con le esigenze dei soggetti autistici, che vadano oltre la mera assistenzialità. Tra le attività, anche seminari, incontri e momenti di collaborazione con le associazioni partner del progetto Il Didrammo con sede a Nocera Inferiore e Amici di Genny con sede a Pagani.

Da decenni la fotografia è utilizzata nelle terapie, anche se molte persone sono ancora inconsapevoli dei benefici che può avere per la salute e per il potenziale di crescita che essa racchiude. Le fotografie in particolare hanno la capacità di esprimersi simbolicamente, comunicando senza parole, trasmettendo sensazioni senza toccare.

«Gli operatori del Mudif seguiranno le varie fasi dei momenti di una “giornata tipo” del bambino, a cominciare da quando la mattina si alza, per poi trasferirsi nella struttura dell’associazione Afs dove farà attività diverse – spiega il presidente del MUDIF, Vincenzo Petrosino – Il nostro compito è quello di documentare passo dopo passo, fotograficamente, tutti questi momenti, raccogliere le foto per un progetto di impaginazione e ipotizzare un prodotto finale che sarà quello della pubblicazione di un volumetto cartaceo fotografico, un piccolo reportage sulle esperienze di vita di questi bambini».

Il progetto si incentrerà sulla realizzazione di un libro fotografico in cui saranno raccolti gli scatti di bambini con disturbo dello spettro autistico nelle loro attività quotidiane a scuola e a casa. Inoltre sarà realizzato il Virtual Tour, un laboratorio che consentirà ai bambini di calarsi nella realtà virtuale grazie a occhiali speciali che permetteranno di investigare ed esplorare vari contesti; tale intervento sarà ancor più valido nel periodo scolastico perché permetterà di vivere ambienti urbani e ambienti naturali, di fare viaggi e superare le proprie paure. Favorirà conoscenza e, soprattutto, inclusione. La Realtà Virtuale può fornire degli ambienti in cui questi bambini possono trovare una serie di rinforzi per l’apprendimento e per la comunicazione. Nei diversi scenari è possibile inserire informazioni che rendono l’ambiente più sereno, che migliorano la percezione, la comunicazione e l’apprendimento. Faranno da corollario al progetto iniziative informative incentrate sul tema dei disturbi dello spettro autistico e interventi di sensibilizzazione territoriale per avvicinare gli adulti, ma anche compagni di scuola e di gioco, al mondo del volontariato.