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A rilevarlo è un’indagine condotta dall’Otei Osservatorio Turistico Extralberghiero Italiano coordinato dal presidente nazionale Abbac  Agostino Ingenito. Per  il centro studi dell’associazione indipendente, aderente alla rete Fenailp, emergono dati interessanti per il turismo post pandemia, ma non mancano analisi e congiunture per i venti di guerra e i rincari energetici.

“Ritorna il turismo culturale e molte nostre città iniziano a respirare – commenta il presidente Agostino Ingenito – L’andamento dei flussi nei maggiori aeroporti, stazioni, porti e passi di confine, evidenziano una sostenuta mobilità interna ma anche importanti flussi provenienti dall’estero – commenta Agostino Ingenito – Abbiamo eseguito un’accurata indagine, intervistando anche i maggiori vettori aerei e ferroviari e il trend in queste ore è in piena crescita”.

Ed è significativa la domanda di ricettività turistica extralberghiera, con bed and breakfast, affittacamere, case vacanze e dimore nelle maggiori città d’arte che registrano già in gran parte il sold out. Da Roma, Firenze, Venezia, Napoli, Palermo tra le più gettonate ed in cui si è registrato il sold out con grado di occupazione oltre il 95% nel fine settimana pasquale, ma va meglio anche per Milano, le città emiliane e della riviera romagnola  e tirrenica, con interessanti dati che provengono dalle isole siciliane e del Golfo di Napoli.

Lago di Garda e Maggiore nuovamente ricercati come le maggiori mete turistiche marine che stanno ora riaprendo per la stagione. Confermati buoni numeri per la montagna. Si rivedono gli stranieri, perlopiù europei, con francesi, inglesi, tedeschi e spagnoli ma dagli aeroporti si registrano flussi anche di nord americani e australiani. Manca all’appello il turismo dell’Est, con russi e Paesi Baltici.

“E’ presto per dire che siamo ritornati alla normalità, gli effetti della pandemia si vedono e come, ma questi importanti flussi turistici sono una significativa inversione di tendenza rispetto al deserto degli anni passati nel periodo pandemico. Cambiano anche le abitudini del viaggiatore italiano, più attento alla spesa su ricettività e mobilità, e si riducono le notti. Ma non mancano le tendenze sempre più marcate di escursioni naturalistiche verso mete delle aree interne e borghi. La tendenza di un turismo eco sostenibile è sempre più in crescita con la ricerca di soggiorni in borghi, preferendo agriturismi e country house. Ma è sul turismo culturale che si è concentrata l’attenzione dell’osservatorio”.

Un dato che ci conforta dopo la profonda crisi che aveva coinvolto le nostre città letteralmente svuotate e con gravi ripercussioni economiche – continua Ingenito – Cambiano anche le tendenze, con la preferenza verso unità abitative tutto compreso, con accesso con domotica ed uso esclusivo e preferite soluzioni in grado di garantire il minor rischio di contagio”.

Il trend pasquale è senz’altro un buon segnale, ma auspichiamo ora un piano nazionale strategico di accoglienza. Sono tante le storture di un sistema che è stato costretto dalla pandemia ad adeguarsi ad una stagionalità che non consente di fare importanti investimenti. Occorre invertire la tendenza ed avere più coraggio per strutturare meglio la nostra offerta turistica e culturale a livello internazionale – dichiara Agostino Ingenito –

Il ritorno del ministero, l’auspicato rafforzamento e nuove mission promozionali dell’Enit ed una maggiore sinergia anche di semplificazione e condivisione tra le Regioni e le città che devono dialogare di più anche per  cogliere le sfide delle tante risorse ancora da investire per realizzare piattaforme di mobilità intermodali,  potrebbero determinare quell’inversione di tendenza e cogliere le opportunità possibili di un mercato in continuo mutamento, tra pandemie e guerre oltre che una concorrenza sempre più agguerrita con altri Paesi continentali”

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