6 Novembre, ore 18.40. Una strana emozione si impadronisce di me quando sto per arrivare al Teatro Auditorium “Sant’Alfonso Maria de’ Liguori” Di Pagani, perché stasera, prima dell’inizio della commedia, incontro Alfonso Giannattasio, organizzatore e sostenitore della rassegna teatrale “Pagani teatro festival”, giunta alla terza edizione quest’anno.

Ci sediamo circa 10 minuti per parlare con calma. Alfonso appare emozionato ma molto felice nel contempo. Alla mia domanda “Come nasce questa rassegna teatrale?” , mi risponde con un ampio sorriso, dicendo che l’intento ultimo di questa rassegna è di portare a teatro un pubblico vasto, non solo i soliti spettatori appassionati, ma anche giovani e bambini, con abbonamenti scontati. Alfonso si è ingegnato a trovare delle strategie per coinvolgere il pubblico con il voto finale di gradimento e con la partecipazione ad una giuria popolare. Ma poi la sfida è anche quella di far conoscere il teatro di Pagani a cittadini di paesi limitrofi e distanti da Pagani. L’organizzatore tende a precisare che il teatro per lui è una sincera passione, e gli utili della rassegna sono già in donazione all’Associazione AISLA Onlus (associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica) e ai padri redentoristi per la loro missione in Madagascar.

Gli chiedo: ” Come sta rispondendo il pubblico? Credi che la pandemia abbia fermato il teatro?”. Alfonso, senza indugio, mi spiega che grande è l’entusiasmo del pubblico e che la pandemia non è riuscita a fermare il teatro e la cultura in generale. Ed è proprio così: il teatro è sempre gremito di gente, da quando ho avuto l’onore di prendere parte a questa magnifica esperienza. Alfonso, prima di salutarmi, tiene a precisare che il livello delle compagnie è notevole: molte provengono da Napoli, ma anche da altre città della Campania, come Avellino, Caserta e dalla provincia di Salerno. Come la compagnia di stasera, diretta da Luca Landi. Vengono da Battipaglia…a proposito sta iniziando lo spettacolo ” E’ la fine del mondo”. Corro al mio posto , in prima fila a godermi lo spettacolo e a ridere di gusto grazie a questa commedia, ove si parla della “FINE DEL MONDO”. Si ride di gusto, si ride con battute rapide e sapienti, si ride di numerosi equivoci, con gag esilaranti e situazioni paradossali. E allora capisco, il teatro è terapeutico e anche specchio della vita. Anzi no, è vita esso stesso!