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Avevano lasciato l’Italia in cerca di fortuna, per garantire ai loro figli un futuro diverso e, perché no, migliore. Così comincia il racconto di Petronilla Carillo per il Mattino. Avevano scelto come meta, un paese europeo occidentale. Uno di quelli ricchi ma, una volta arrivati a destinazione, nel corso degli anni il sogno è svanito e la vita per lei, una giovane donna originaria dell’agro nocerino, è diventata un incubo. Il sogno della famiglia si è infranto contro un muro di violenze. Quelle del marito che, lontano dalla propria terra, ha iniziato ad abusare di tutto ciò che non doveva: dalle sostanze stupefacenti alle botte.

Non riusciva a reggere il peso delle difficoltà e sfogava picchiando la moglie, anche davanti ai loro tre figlioletti piccoli. Così lei, non sentendosi protetta in quel paese non suo, decide di scappare via e di
portare con sé i figli. Rientra in Italia, prima si affida ad alcuni familiari, poi si rivolge ad un centro antiviolenza, infine finisce con i suoi in una casa famiglia.Ma la situazione per lei non migliora: è lei l’unica vittima di
violenza, non i figli (anche se testimoni involontari di quanto accadeva) e quindi il tribunale impone una incontro assistito tra il padre e i tre bambini. La donna, non fidandosi più di quell’uomo, che aveva amato ma che ora tanto male le faceva, fa accompagnare i suoi bambini all’appuntamento con il padre da una persona amica.li. Inizia così un altro percorso, questa volta a sostenere la giovane donna e i suoi figli, è l’Associazione matrimonialisti italiani, con l’avvocato Alba De Felice. Lui ora è indagato, lei e i suoi bimbistanno seguendo un percorso psicologico in una casa protetta. Lui, invece, è fuggito di nuovo all’estero.

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